AEW

AEW: Double Or Nothing

AEW: Double Or Nothing

Alaisi del pay-per-view.

AEW Pubblicato in data 31/05/2021 da Roberto Rotonda

Nuovo appuntamento con la All Elite Wrestling. Andiamo a vedere cosa è successo a Double Or Nothing.
Evento che grosso modo ha rispettato le nostre attese, nel bene e nel male della sua interezza. Qualcosa sul futuro però ce lo ha detto, e lo sottolineiamo in modo assolutamente positivo.

 

Ma partiamo dalle note, e non gridate allo scandalo, che il sottoscritto ritiene a margine del pay-per-view.
Il match tra Adam Page e Brian Cage è andato come previsto, il primo ha vinto con Cage che ha rifiutato l’aiuto del Team Taz con cui sono nati degli screzi che vedremo dove porteranno.
La doppia conferma della Elite, con i Bucks vittoriosi su Moxley & Kingston e con Omega che si conferma Campione nel match contro PAC e Orange Cassidy non è certo una sorpresa, anzi. lo avevo detto di non avere hype e infatti i match scontati, per quanto dal lottato impeccabile, li trovo abbastanza soporiferi. Anche perché, e lo dico ancora, queste cose della Elite cattiva e stronza che vince scorrettamente, le abbiamo già viste altrove. Capisco che chi non ha seguito ROH o NJPW trova tutto esaltante, ed è un bene per la compagnia, infatti il mio è un discorso del tutto soggettivo.
Non ho mai capito la rivalità tra Cody e Anthony Ogogo e devo dire che tutta la storia ho fatto fatica a mandarla giù. La vittoria di Rhodes mi è sembrata un contentino del tipo “Me la canto e me la suono” ma prima di bocciare del tutto, vediamo le prossime settimane che succede.
Sicuramente più intrigante la sfida tra Miro e Lance Archer, dove con una schiacciante e dominante prova, il bulgaro si conferma TNT Champion come da pronostico.

 

E veniamo alle cose che più mi hanno colpito in positivo e ritengo abbiano dato molto più della sufficienza al ppv.

 

La Casino Battle Royale ce la metto non tanto per il match in sé, che comunque è stato ben narrato e anche bello da vedere, ma per come è stato costruito nella sua evoluzione e poi per il risultato finale. Forse a “deludere” è stata proprio la Joker Card, laddove magari ci si aspettava un nome più grosso, invece è arrivato Lio Rush. Wrestler bravissimo, ma non il nome che ti fa sobbalzare giù da sedie, divani e poltrone. Ma se consideriamo il progresso dell’incontro e la sua conclusione, anche la scelta di Rush è accettabile. In quanto a far da padrone per tutta la durata è Matt Hardy (con i suoi complici a sostenerlo) che alla fine resta con Christian e Jungle Boy a giocarsi la vittoria. Ed è proprio il ragazzo della giungla che vince, dopo che Captain Charisma fa finta di allearsi con Hardy, per poi eliminarlo. Jungle Boy dunque ha una breve sfida con il veterano, che riesce alla fine a eliminare. Risultato da condividere e sposare in maniera totale, a cui ci auguriamo venga dato seguito importante.

 

Il tag team match tra Sting & Darby Allin contro Scorpio Sky & Ethan Page. Si, sono di parte, ma mi ha divertito più del match per i titoli di coppia. Che bello rivedere lo Stinger in azione, per di più un The Icon in forma invidiale per uno che è stato fermo sei anni, davvero esaltante vederlo tuffarsi di qua e di là. Match molto piacevole, la vittoria della coppia face arriva dopo i soprusi subiti in queste settimane, il che è perfettamente in linea con la logica della storia. Non penso sia finita qua.

 

Il risultato che più auspicavo era quello che doveva darci Dr. Britt Baker, D.M.D. come nostra nuova AEW Women’s World Champion, cosa che è accaduta dopo un match davvero bello e intenso contro Hikaru Shida. Lo sapete quale è sempre stato il mio pensiero a riguardo, finalmente questo benedetto momento è arrivato. Forzati alcuni kick out, quasi fastidiosi, ma ne è valsa la pena per vedere Baker prendersi quella cintura che merita di portare in spalla. E lo merita da mesi, brava AEW, era ora!

 

Ah lo Stadium Stampede Match che straordinarietà che è stato. La genialata di raccontare le storie nelle storie a mo’ di quasi cortometraggi merita tutti gli applausi del mondo. Così abbiamo visto la faida tra Jericho e MJF. Sammy Guevara vs Shawn Spears. Jake Hager contro Wardlow. E lo scontro tag team tra FTR e Santana & Ortiz, con Tully Blanchard “pareggiato” da Konnan. Il tutto in una escalation narrativa davvero eccellente, a cui hanno dato forza maggiore i vari spot e segmenti (divertenti e/o duri) che un gimmick match del genere ti dà spazio per creare. Poi se gli interpreti sono così straordinari, allora il tutto riesce ancora meglio. Lo avevo detto ieri che era la storyline più interessante della federazione, che è riuscita a non fare il più spudorato dei copia-incolla dallo scorso anno, ma anzi ha saputo uscire alla grande, pur dandoci qualche giusto riferimento (Guevara e il golf kart sfido a trovare qualcuno che non se l’aspettava di vederlo), con un qualcosa di molto diverso. La Inner Circle alla fine ha sconfitto The Pinnacle, con Sammy Guevara grande protagonista del finale, autore del pin vincente su Spears. Jericho e soci restano insieme, mentre MJF è il grande sconfitto della serata. E ora si apre un mondo attorno a lui e la sua fazione. Seppur all’apparenza può sembrare un atto conclusivo, ci sono gli estremi per una continuazione della saga. Però chiuderla così è epico.

 

Ieri avevo chiuso l’analisi di DYNAMITE così: “Sinceramente non ho chissà che hype (per il ppv, n.d.r.), ma magari sarà fondamentale come evento transitorio che getta le basi per costruire il futuro prossimo della compagnia.”
E sono contento di constatare che così è stato. Jungle Boy vince la Battle Royale, Britt Baker nuova Campionessa femminile, Sammy Guevara chiude con il pin decisivo il Main Event del pay-per-view. Insomma le basi sono state gettate e anche bene, a tutto ciò va data solo continuità.

 

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.



Fight Planet Italia

AEW Pubblicato in data 23/07/2021

AEW DYNAMITE: Fyter Fest Night 2

Gran bella Night 2.

Nuovo appuntamento con la All Elite Wrestling. Andiamo a vedere cosa è successo questa settimana a DYNAMITE.
La seconda notte di Fyter Fest offre più spunti della prima. Si portano avanti le varie trame con buona logica e non mancano situazioni che sorprendono, positivamente o meno dipende dal singolo fan, lo spettatore.

 

Ad aprire i giochi è The 5 Labours of Jericho: Chapter 1. Dove Le Champion affronta Shawn Spears in un Chairs Match nel quale solo Spears può utilizzare le sedie come armi. Incontro che si lascia ben guardare, dove non mancano le interferenze, ma che abbastanza prevedibilmente si conclude con la vittoria di Chris Jericho. MJF poi prende parola e annuncia che la seconda “fatica” per il canadese è Nick Gage, leggenda dell’ultraviolent, che incarna alla perfezione il senso dell’esistenza più estrema di questa branca del pro-wrestling. Per l’occasione Jericho tornerà a vestire i panni del Painmaker. Ci sarà da divertirsi.

 

Non si è divertito Frankie Kazarian, sconfitto da Doc Gallows e poi pestato dai soci del Good Brother fino all’arrivo di Adam Page e del Dark Order che ha costretto Kenny Omega e la Elite ad abbandonare il ring.

 

Wheeler Yuta contro Darby Allin (che vince) serve più a regalare il confronto divertente tra i rispettivi accompagnatori, Orange Cassidy e Sting, che ad altro. Oltre che all’attacco vigliacco (col tirapugni) di The Blade ai danni del Freshly Squeezed. Che si ritorcerà però poi contro Blade quando i due si affronteranno e proprio Cassidy alla fine vincerà, dopo un incontro che vede anche le intromissioni di The Bunny e Kris Statlander, Cassidy ricambierà il favore colpendo il rivale col tirapugni.

 

Mi auguro che la vittoria di Dr. Britt Baker, D.M.D. che difende con successo il titolo (le due omaggiano anche Eddie Guerrero) contro Nyla Rose sia stata l’ultima sfida tra le due. La messa sotto contratto ufficiale di Thunder Rosa è una buona notizia in questo senso, ma ciononostante in futuro vogliamo vedere nuove storie con nuove protagoniste.

 

Andrade El Idolo va, per ora solo a parole, contro la Death Triangle anche grazie al suo nuovo consulente, Chavo Guerrero. Il trio comunque non si scompone e resta unito. Da attendere solo chi dei tre affronterà El Idolo, al momento sembra più PAC. Ma anche un match a squadre, con qualche sorpresa a fiancheggiare l’ex La Sombra, potrebbe essere interessante.

 

Il Main Event è letteralmente un bagno di sangue tra Lance Archer e Jon Moxley, che difende il titolo di IWGP US Champion in un Texas Death Match. Violenza, intensità, anima, sangue, sudore, lacrime, cuore, passione, insomma pro-wrestling. È quanto basta per descrivere la contesa, che regala anche la sorpresa finale della sconfitta di Mox che, schiantato su due tavoli avvolti da filo spinato, non riuscirà a alzarsi in tempo per il conteggio di 10. Lance Archer dunque è il nuovo campione e ha già d’innanzi a sé il primo sfidante, Hikuleo della NJPW, che era in prima fila a guardare il match. E che alla fine sale sul quadrato per andare faccia a faccia con The Murderhawk Monster.

 

E Moxley ora? La mia sensazione era che lui e Eddie Kingston sarebbero stati i successori dei Young Bucks, ma non lo so se questa cosa può stare ancora in piedi. Vedremo.

 

Non possiamo chiudere questo appuntamento senza citare le voci che giungono. CM Punk e Daniel Bryan/Bryan Danielson vicini alla firma con la All Elite Wrestling. Sarebbero due colpi grandiosi che insieme assottiglierebbero un po’ il gap di Stelle con la WWE. Portando attenzione e interesse a livello mediatico più di Christian, Matt Hardy e Moxley ad esempio, e forse più dello stesso Jericho che comunque era già passato dalla NJPW uscendo dai radar di Stamford. Insieme potrebbero essere una cosa enorme. CM Punk che torna al wrestling dopo tutti questi anni e uno dei più rappresentativi alfieri della WWE di questo decennio, e Daniel Bryan che vanta ben due Main Event di WrestleMania e uno l’ha pure vinto scrivendo la storia, alfiere lo è più di chiunque sia passato dal libro paga di Vince McMahon e ora è su quello di Tony Khan.

 

Sono voci, ma chissà che poi non saranno realtà.

 

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.

 


Fight Planet Italia

AEW Pubblicato in data 16/07/2021

AEW DYNAMITE: Fyter Fest Night 1

Coffin Match nel Main Event davvero spettacolare.

Nuovo appuntamento con la All Elite Wrestling. Andiamo a vedere cosa è successo questa settimana a DYNAMITE.
Prima notte di Fyter Fest in chiaroscuro, in quanto seppur non mancano momenti da promuovere in toto, c’è qualche nota non proprio positiva che ne abbassa appena un po’ il valore totale della serata.

 

Che si apre con la telefonata vittoria del rientrante Jon Moxley che, nel match contro Karl Anderson, difende con successo il suo IWGP US Championship. Nella notte 2 difenderà ancora il titolo, ma contro Lance Archer in un Texas Death Match. Già visto in NJPW, comunque potrebbe essere una bella chicca per i fan a stelle e strisce e per chi più in generale non ha mai seguito la federazione nipponica.

 

Male, molto male, la gestione fino a questo momento di Brian Cage. Partito a mille puntando Mox al suo arrivo, è finito per stabilizzarsi nel mid card ma quello anche molto mediocre, in questa assurda cosa dell’essere FTW Champion. Titolo che perde tra lo stupore generale di NESSUNO, quando grazie alle interferenze di Hook & Hobbs, Ricky Starks lo mette al tappeto. Il Team Taz, il titolo FTW, minuti rubati a qualcosa di meglio. Salvate Il Soldato Brian!

 

Se ho sempre ritenuto inutile la storia Marshall/Cody, devo dire che finalmente dopo molti mesi, Rhodes ha una feud serio, intenso e davvero di rilievo. Quello con Malakai Black, i due vengono alle mani sul ring e ci vuole l’intervento della security a separarli. Si va verso la logica sfida in ppv, dove penso si può ipotizzare la vittoria di Black. Da subito lanciatissimo verso il main card.

 

Andrade intanto vuole la Death Triangle, mentre MJF si vendica di Jericho facendolo colpire da Shawn Spears, che sarà il primo avversario del canadese. Ha perso appeal ultimamente Britt Baker, non tanto per sue colpe, ma per la decisione di metterla in rivalità con Nyla Rose. Il visto e rivisto stanca, soprattutto se recente.

 

Non stanca mai invece la rivalità tra Kenny Omega e Hangman Adam Page. Che collideranno in un 5 vs 5 Elimination Match, in stile Survivor Series per intenderci. Dove l’AEW World Champion farà squadra con la Elite, e Page invece con il Dark Order. L’annuncio di voler, in caso di sconfitta, non dare più shot titolate sia a Page che alla fazione oscura, toglie un po’ di hype all’incontro. Che con questa stipulazione, pare ovviamente essere indirizzato tutto a favore dei face. Con Page dunque a sfidare Omega per il titolo mondiale e con due membri del Dark Order a sfidare gli Young Bucks per i titoli di coppia.

 

Sammy Guevara sconfigge senza storia Wheeler Yuta. È vincente anche Yuka Sakazaki, al ritorno dopo 16 mesi, la nipponica porta a casa il match contro Penelope Ford soffrendo davvero poco.

 

Che bello vedere Matt Hardy e Christian Cage in un 1-on-1 Match dai ritmi più lenti e ragionati. Dallo storytelling che porta sul quadrato 23 anni di storia del pro-wrestling. Tutti e due in gran spolvero, con il pubblico che non disdegna e si fa sentire coinvolto tessendo le lodi a entrambi con i tipici “You still got it!” riservati ai vecchietti. Un gran bel old school match, che il canadese alla fine riesce a vincere per la gioia del pubblico, tutto schierato dalla sua parte. Non parliamo però di tuffo nel passato, questa è gente che può ancora dare tanto alla disciplina.

 

E andiamo al Main Event, chiudendo con il Coffin Match tra Ethan Page e Darby Allin. Doveva essere il match della serata e lo è stato. D’altronde quando metti contro due che hanno chimica e si trovano a meraviglia, il risultato è garantito. Combattono sul ring, tra il pubblico. Sting intanto tiene a bada Scorpio Sky. Page e Allin dimostrano ancora una volta che affidarsi a due talenti ancora freschi, è una scelta giusta, che non può che far crescere. Siamo alla chiusura del feud? Credo di no, la bellissima vittoria di Darby Allin, cha dopo aver rinchiuso l’avversario nella bara, ci regala anche una bella Coffin Drop proprio sulla cassa da morto, può non essere (forse) l’atto finale. Dipende da come si vuol gestire la sconfitta di All Ego, che potrebbe avere ancora sete di vendetta.

 

Un buon discreto “primo tempo” per Fyter Fest, vediamo se la seconda parte sarà migliore.

 

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.


Fight Planet Italia

AEW Pubblicato in data 09/07/2021

AEW DYNAMITE: ROAD RAGER, This Is The End.

Road Rager dà lo slancio che serviva.

Nuovo appuntamento con la All Elite Wrestling. Andiamo a vedere cosa è successo questa settimana a DYNAMITE.
In concomitanza con il ritorno on the road, e non è certamente un caso, la AEW mette in scena il miglior episodio TV da mesi a questa parte. Ottimo wrestling come sempre, buonissima narrativa e qualche colpo di scena clamoroso e inaspettato che dà continuità ai buoni segnali a cui accennavamo una settimana fa.

 

Partiamo proprio DAL COLPO DI SCENA della serata, l’approdo in All Elite Wrestling di Aleister Black/Tommy End, ora noto come Malakai Black. I tratti son quelli della nuova gimmick vista poche settimane fa ritornare a SmackDown, la violenza inaudita e la follia che ne fanno da subito una scheggia impazzita all’interno del roster. Black attacca Arn Anderson e di conseguenza Cody Rhodes, che aveva vinto il South Beach Strap Match contro QT Marshall nell’opener, si spera dunque questa assurda rivalità, che non ha portato benefici a nessuno dei due, sia conclusa definitivamente. Di sicuro più intrigante quella tra l’American Nightmare e il nuovo arrivato, che è il primo a godere di un pop assurdo dopo che per più di un anno abbiamo visto pubblico finto, emozionante veramente. L’olandese senza i blocchi creativi e le imposizioni della WWE, può rivelarsi davvero come IL charcater per eccellenza della AEW. A cui di sicuro mancava un heel del genere che fosse credibile, troppi bad guys, ma nessuno davvero così diciamo “pauroso”. Personaggio sicuramente che non deluderà le aspettative, sul wrestler non c’è bisogno di dire nulla. Gran bell’acchiappo per la fed di Tony Khan, tutt’altro che UNO SCARTO DELLA WWE, a proposito vi invito a leggere l’approfondimento del nostro Alessandro Bogazzi a questo link: Aleister Black e il concetto di scarto. Mi auguro e ci auguriamo tutti penso, che la AEW riesca a dare giusto risalto all’ex NXT Champion.

 

E proprio il massimo titolo del brand giallonero ci collega al debutto sul ring di un altro ex Campione di NXT, Andrade El Idolo. Che come da pronostico sconfigge Matt Sydal dopo un incontro tutto sommato onesto, vediamo quale sarà il suo primo vero e serio feud.

 

Personalmente sono sempre più gasato dal feud che sta germogliando concretamente tra Kenny Omega e Hangman Adam Page, con l’AEW World Championship a fare da contorno di lusso della contesa. Omega ce la sta mettendo tutta per farsi odiare (con grande successo), ha anche cambiato un po’ il suo modo di lottare, meno spettacolare e tecnico e più improntato sulle “botte”, segno di maturazione importante da parte sua, che finalmente ha capito e si è calato alla perfezione nel ruolo di heel televisivo che non deve sempre fare match super spettacolari per essere rilevante. Page è il suo naturale successore per definizione. La loro storia non può non essere sfruttata in questo senso, come dico da settimane, Hangman è LA SCELTA GIUSTA.

 

Serata dove non poteva mancare la faida tra Pinnacle e Inner Circle, spalmata in diversi momenti dell’episodio. Sammy Guevara colpisce con una sedia Shawn Spears, il face-off tra MJF e Chris Jericho è la conferma che i due insieme sono un plus invidiabile. Friedman espone la sua scelta, ovvero far affrontare al rivale quattro avversari, uno a turno in stipulazioni diverse, scelti dallo stesso MJF. Se Le Champion vince i quattro incontri, allora potrà sfidare Friedman. Jericho accetta e poi colpisce il giovane con la Judas Effect. Chiude il cerchio l’incontro a squadre tra Jake Hager, Santana & Ortiz (Con Konnan) contro Wardlow & FTR (Con Tully Blanchard). Bello come al solito, davvero intenso, a vincere è il team The Pinnacle, anche grazie all’aiuto di Blanchard. Non ho mai visto nulla di negativo in questa rivalità finora, nel suo totale, tra le migliori cose fatte dalla compagnia e non solo.

 

Orange Cassidy & Kris Statlander vincono contro The Blade & The Bunny, situazione riempitiva che dà poco alla serata.
Carino come un palo nel deretano il segmento con Dan Lambert che offende la federazione e il wrestling attuale e viene poi malmenato da Lance Archer. Nel 2021 veramente imbarazzante che qualcuno abbia avvallato un segmento del genere.
Jon Moxley
tornerà la settimana prossima per difendere il tiolo IWGP US contro Karl Anderson. Mentre Ethan Page e Darby Allin continuano a punzecchiarsi nell’intervista con Jim Ross. C’è anche il promo di Britt Baker contro Nyla Rose, di cui mi auguro possa liberarsi presto per spostarsi su nuove avversarie.

 

Il Main Event è un classico degli Young Bucks di questo periodo, che difendono i titoli nello Street Fight Match contro Penta El Zero Miedo & Eddie Kingston. Match molto piacevole, davvero sfruttata alla grande la stipulazione. Ancora una volta però scandito da un overbooking che personalmente non mi fa impazzire in quanto fin troppo abusato. E onestamente così abusato fatico a comprenderlo, specie se ci sono i Bucks, da sempre considerati uno dei migliori tag team di questa epoca (ma non solamente direi) che potrebbero essere degli heel vincenti anche con piccole e scaltre scorrettezze. Invece interferenze à gogo, passi che sono logiche, in quanto senza avevano praticamente perso i titoli, ma alla lunga poi un po’ risultano viste e riviste. Però questo può essere anche un bene calcolato, in quanto quando finalmente arriverà un team che li spodesterà, sarà l’apoteosi assoluta della festa per i fans.

 

ROAD RAGER rappresentava un primo esame del sentore che ti dà il pubblico. Esame superato brillantemente.

 

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.