AEW

AEW DYNAMITE: Too Sweet

AEW DYNAMITE: Too Sweet

Analisi DYNAMITE.

AEW Pubblicato in data 09/01/2021 da Roberto Rotonda

Nuovo appuntamento con la All Elite Wrestling. Andiamo a vedere cosa è successo questa settimana a DYNAMITE. Anno che si apre con ben due match titolati, laddove vengono difese le cinture di AEW Women’s World Champion e AEW World Champion.

 

Apriamo la serata con il match a squadre tra Young Bucks e SCU opposti a Acclaimed e Hybrid2. Match bello per chi piace il genere, tuttavia trovo che la federazione faccia uso e abuso di questi incontri a più lottatori che spesso non hanno nemmeno una chiara logica di storia. Non è questo il caso comunque, in quanto l’intreccio tra le coppie è rispecchiato dagli eventi delle scorse puntate. A vincere sono Bucks/SCU, e il tutto fa da tramite per una eventuale sfida, con i titoli di coppia in palio, tra i fratelli Jackson e la coppia Daniels/Kazarian. Ci sta.

 

Il ritorno di Jon Moxley è accompagnato come sempre da un promo tutto cuore e palle. Omega è avvisato, il titolo e la sua integrità saranno difese sempre da Mox.

 

Ci vorranno 4-5 mesi per rivedere Trent lottare. La scelta, anche naturale e logica, è di continuare il feud tra Best Friends e Miro-Sabian semplicemente con Orange Cassidy possibilmente ancor più protagonista. Miro in un simpatico segmento nella zona interviste lancia una sfida a Chuck Taylor, se settimana prossima lo sconfigge, Taylor sarà il suo young boy (espressione tipica nella cultura nipponica) fino al matrimonio. Non dico niente per ora, vediamo che s’inventano.

 

Jake Hager vs Wardlow è stato un buon incontro. I due si sono impegnati quanto basta per offrire un match buono ed equilibrato. Wardlow porta a casa la vittoria prendendo lo slancio definitivo, durante il match, arrivando quasi a dominare il rivale. I due alla fine si battono il pugno in segno di rispetto. Tuttavia mi è sembrato più un onesto riempitivo che un match da cui trarre spunti utili. Le prossime settimane daranno o meno conferma.

 

Non sono un fan dei Weigh In prestati al wrestling. Quindi il segmento tra Brian Cage e Darby Allin l’ho trovato antipatico in generale. Anche perché non ha senso confrontare il peso di uno della stazza di Cage con uno della stazza dell’attuale TNT Champion (bella la nuova cintura), si vede chi è più grosso. Allin sfida poi il Team Taz che, ancora una volta, indietreggia e si ritira per l’arrivo di Sting. Sul quale a dire il vero, riflettendoci bene, sono arrivato alla conclusione che forse affiancarlo a Allin non sia la scelta migliore per quest’ultimo. Non può una figura troppo leggendaria come Sting essere il manager/protettore di Allin, che credo possa essere poi accostato sempre come quello a cui Sting ha fatto il manager. Il ragazzo deve crescere e farsi da solo e i manager devono essere manager, come Heyman, Bearer, Fuji, Jimmy Hart o Heenan, figure sì di spessore che però non oscurano i loro protetti.  L’augurio è che in qualche modo si crei una sorta di Championship Cinematic Match tra i due, dove magari Sting può pure perdere, cosa che darebbe sicuramente più risalto alla crescita della carriera di Allin.

 

Il match tra Cody, accompagnato dal suo coach per l’occasione Snoop Dogg, e Matt Sydal è ben combattuto. Ma non dà spunti particolari, The American Nightmare vince in quella che, nonostante la buona prova di entrambi, è solo una contesa creata per permettere a Snoop Dogg di eseguire un bruttissimo tuffo dalla corda più alta sul povero Serpentico. Per la serie Una Cagata Pazzesca!
Cosa comunque accaduta dopo che Cody lo aveva accidentalmente colpito durante l’incontro, e che ha portato poi Serpentico e Luther ad attaccarlo a fine match. Sydal si è schierato dalla parte di Dogg e Cody.
A me queste cose così, una tantum, non danno fastidio. Ma lo dico per i vari fanboys lì fuori, bisogna che siate più coerenti. Perché se un segmento così lo facevano WWE o IMPACT Wrestling, di sicuro venivano giù quintali di cacca.

 

 

Personalmente mi intrigava molto il match per il titolo tra la AEW Women’s World Champ Hikaru Shida e Abadon. E devo ammettere che come è stato sviluppato e portato avanti mi è piaciuto. Narrativamente hanno saputo raccontare l’Abadon personaggio macabro, con comportamenti di vampirismo da horror. Tuttavia il finale mi ha deluso, in quanto a Super Shida alla fine è bastata la running knee per restare campionessa. Un po’ poco per sconfiggere un qualcosa che trascende l’umano e si colloca più nel campo del mostruoso. Non mi pare sia stata la scelta migliore per Abadon come character, bisognava forse trovare un finale diverso, peccato.

 

 

Il Main Event non mi ha sorpreso. Avevo detto qualche settimana fa che poteva essere un match memorabile, e lo è stato. D’altronde Kenny Omega e Rey Fenix sono due wrestler eccezionali. Per l’impostazione della federazione nell’offrire i suoi incontri, davvero match spettacolare. Anche se l’hype per il risultato è venuto meno in quanto impensabile la sconfitta di The Cleaner, che infatti ha difeso con successo. È il post match a regalare un suggerimento importante, Kingston e soci mettono k.o. PAC e Penta nel backstage. Omega allora se la prende con Fenix, arriva Moxley munito di mazza col filo spinato che lo colpisce. Dalla barricata arrivano Karl Anderson e Doc Gallows da IMPACT. I Good Brothers arrivano in soccorso di Omega attaccando prima Mox, poi i vari wrestler che gli vanno contro. Arrivano anche i Young Bucks, che prima sembrano perplessi, poi però si schierano con i vecchi compagni del Bullet Club, con l’episodio che si conclude con il gruppo unito nel famoso e iconico gesto del Too Sweet.

 

L’arrivo dei Good Brothers, vista la partnership con IMPACT Wrestling, era in qualche modo prevedibile prima o poi. Quindi non ha sorpreso più di tanto, ma è stato bello vedere a distanza di qualche anno buona parte della storia del Bullet Club riunita a centro ring. Vediamo ora come i Bucks continueranno, visto anche il loro ruolo esecutivo, a inserirsi nella storyline.

 

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.



Fight Planet Italia

AEW Pubblicato in data 06/02/2021

AEW DYNAMITE: Buona notte Moxley

Beach Break Time in AEW!

Nuovo appuntamento con la All Elite Wrestling. Andiamo a vedere cosa è successo questa settimana a DYNAMITE. Episodio speciale, rinominato Beach Break, che va a dare sempre più forma alla card del prossimo evento pay-per-view della promotion, REVOLUTION.

 

 

A cominciare dalla Tag Team Battle Royale che va a definire gli avversari dei Campioni di Coppia in ppv o, nel caso di vittoria dei Young Bucks, gli attuali AEW World Tag Team Champions potranno scegliere i loro avversari. Il vantaggio è tutto dalla parte di due stable, Dark Order e Inner Circle, che schierano in tutto 10 uomini. Dove i primi si presentano con due coppie, e i secondi addirittura con tre. Match ben narrato e davvero valido come opener. Che vede anche l’interferenza dei Good Brothers. Alla fine Chris Jericho e MJF si aggiudicano la vittoria con il leader che elimina (sembra accidentalmente) anche Sammy Guevara. Che poi più tardi nella serata abbandonerà i festeggiamenti (per essere stato eliminato intenzionalmente) del gruppo, con anche gli altri a dire il vero abbastanza seccati da quanto accaduto nella Battle Royale. Jericho lo segue per chiarirsi, MJF invece caccia via il cameraman per restare con gli altri e avere una conversazione privata.
Match che non ha visto presenti gli FTR, esclusi a causa del comportamento di sette giorni fa. I due (tre col manager Tully Blanchard), per ripicca, hanno sequestrato Marko Stunt, imbavagliandolo a una sedia. Buono spunto per continuare la rivalità.
È sotto gli occhi di tutti che la divisione tag team della AEW sia di assoluto valore, quindi qualcuno trova strano se non addirittura un errore promuovere Jericho e MJF, secondo me è invece una decisione che va di pari passo con la continuazione delle beghe interne del gruppo, e che offre sicuramente una sfida affascinante per un evento come REVOLUTION. Però sì, per il futuro sicuramente ci aspettiamo che Private Party, Santana & Ortiz, Lucha Bros, Top Flight, Acclaimed, Best Friends, Jurassic Express e compagnia al seguito, possano ricevere la palma di Tag Team Champions. Ma è un processo in corso, quindi tranquilli.

 

Sting e Darby Allin continuano la loro faida con il Team Taz con un altro scontro verbale a distanza. Intanto il TNT Champion deve concentrarsi su Joey Janela, che la settimana prossima dovrà affrontare con il titolo in palio. Match transitorio senza interesse particolare.

 

 

C’era l’hype giusto per il match tra Thunder Rosa e Dr. Britt Baker, D.M.D. (accompagnata dalla fedele Reba). E devo dire che è stato un match solido ed equilibrato, che la dentista ha portato a casa grazie anche a qualche mossa scorretta per assist della sua assistente, con l’arbitro che alla fine ha fermato il match dichiarando Baker vincitrice dopo che la rivale sembra aver perso i sensi. Risultato che ci sta, specie considerando quando sostengo, cioè che la vittoria definitiva della latina si consumerà a REVOLUTION. Dunque giusto concedere questo risultato a Baker.

 

Per il momento invece niente di speciale per la storia tra Matt Hardy e Adam Page. Vittoria facile contro il Chaos Project, che arriva grazie ad Hangman, a cui Hardy ruba il pin vincente prendendosi il tag. Con questo fatto sembra ovvia la scelta di Page, che vuole continuare a essere un Cowboy solitario, senza accettare alcuna proposta da chicchessia.

 

 

Il matrimonio di Kip Sabian e Penelope Ford. Cominciamo col dire che si è arrivati a questo sposalizio partendo la faida con un pretesto, quello del cabinato distrutto, che ancora trovo ridicolo e bambinesco. Ma signori, che divertente il segmento di questa celebrazione nuziale. Così lontana dalla canonica trasposizione a mo’ di telenovela vista proprio con Miro (all’epoca Rusev) in WWE. Più legata, e mi riferisco proprio al linguaggio utilizzato, prettamente al wrestling e alle sue sfaccettature. Father James Mitchell cerimoniere è un plus, per il resto allusioni varie e colpi di scena non mancano. Come Chuck Taylor che da fuori ring ammanetta il bulgaro (che non si accorge di nulla!?) col piede alla corda, e con Orange Cassidy che salta fuori dalla torta per vendicarsi di tutti i soprusi patiti da lui e dall’amico in questo periodo di Maggiordomo/Schiavo. Non servono ulteriori commenti, guardate il video per apprezzare tutto ciò.

 

 

Il Lumberjack Match tra Lance Archer e Eddie Kingston invece è andato come mi aspettavo. Incontro fisico e intenso, tante interferenze. Con da un lato una parte di lumbejacks schierata con uno e dall’altra con l’altro. È il MurderHawk Monster a spuntarla nonostante le intromissioni di Butcher, Blade & Bunny. Una vittoria che avrà più senso anche nel Main Event. E una sconfitta per il Mad King, che lo ricaccia più indietro nelle gerarchie.

 

 

 

Main Event dove si affrontano, in team, Kenny Omega in coppia con i Good Brothers e la squadra formata da Jon Moxley, PAC e Rey Fenix. Inutile parlare della bellezza del match, con nomi di questo calibro. Anche dal punto di vista narrativo un piacere per gli occhi. Si può, ma forse è banale, dire che alla fine gli ex Bullet Club sono più squadra e riescono a portare a casa il match con la Magic Killer dei Good Brothers ai danni di Fenix, schienato poi da Gallows. Ma prima parlavamo della vittoria di Archer in funzione di questo match, ebbene proprio lui (vittoria ancora più sensata per questo) arriva per attaccare Karl Anerdson, BIG LG e Omega, con quest’ultimo che dunque resta solo con Mox. Quando questi sembra essere lì per mettere le mani addosso all’AEW World Champion, viene attaccato a sorpresa da Kenta. L’ex Ideo Hitami, in faida con Moxley in NJPW, gli rifila una non perfetta, ma efficace (dai suvvia non stiamo sempre a vedere le cose non riuscite alla perfezione) Go To Sleep che chiude la serata.

 

Una sorpresa sì, non del tutto scioccante a mio avviso, visto che Moxley è l’attuale IWGP US Champion. Dunque si può vedere anche come uno scambio di favori tra le due promotion. Ma se vuol dire l’ennesima collaborazione (dopo quella con IMPACT) a medio-lungo termine tra la All Elite Wrestling e un’altra storica e famosa compagnia come la New Japan Pro Wrestling, allora possiamo solo aspettare per vedere come evolveranno le cose e quali altri protagonisti giungeranno dal Sol Levante per apparire in AEW.

 

REVOLUTION è a marzo, ma lo spettacolo è già iniziato.

 

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.


Fight Planet Italia

AEW Pubblicato in data 30/01/2021

AEW DYNAMITE: Biz Cliz Reunion

Analisi DYNAMITE.

Nuovo appuntamento con la All Elite Wrestling. Andiamo a vedere cosa è successo questa settimana a DYNAMITE. Good Brothers e Young Bucks tornano e fare squadra a distanza di qualche anno, per affrontare una compagine di membri del Dark Order.

 

 

Show che si apre con la bella sfida tra Lance Archer e Eddie Kingston. Contesa fisica che vede Archer salire pian piano fino al punto che sembra vicino alla vittoria. Che non arriva per l’interferenza/distrazione causata da Butcher & Blade (trascinando Jake Roberts a terra sullo stage), con l’ausilio fondamentale di Allie/Bunny, che permette al Mad Man di vincere in modo scorretto mentre l’arbitro non si accorge di nulla. Buon feud, mi auguro si continui fino a REVOLUTION, dove ci starebbe una bella stipulazione speciale.

 

 

I promo di Sting sono sempre una garanzia, con Darby Allin sembra esserci un’intesa naturale. Ma d’altronde molto prima di approdare in AEW, The Icon aveva dichiarato di essere interessato a fare qualcosa con l’attuale TNT Champion. Non vedo l’ora che arrivi REVOLUTION!!
Anche se ho trovato imbarazzante il segmento dove il Team Taz distrugge quelli della bancarella del merchandising (tutto materiale di Sting e Allin). Davvero secondo me non aggiunge niente alla rivalità.

 

La Inner Circle sembra essere ancora dalla stessa parte. Anche se dopo la vittoria sofferta di Chris Jericho & MJF contro i Varsity Blonds (ottima performance per Garrison e Pillman Jr.), Sammy Guevara e MJF hanno avuto uno screzio che può portare qualche conseguenza. Dunque resta sempre lo stesso il tema, fino a quando i due saranno in grado di sopportarsi senza far succedere il finimondo? È uno degli aspetti più riusciti della federazione, che è riuscita a far rimanere il tutto interessante senza però stravolgere i personaggi.

 

 

Tutto fuorché interessante, invece, la faida tra Cody e Shaquille O’Neal. Che coinvolge Jade Cargill al fianco di Shaq, e Red Velvet in sostituzione di Brandi Rhodes. Prendiamola per quella che è, una trovata commerciale per attrarre pubblico usando il leggendario nome del buon vecchio Shaq, ma di certo almeno a me non genera alcun tipo di hype.

 

 

Il debutto di Ryan Nemeth mi ha fatto spesso sorridere. Mi aspettavo qualche omaggio al fratello Dolph Ziggker, ma non che in pratica usasse stesso ring attire e stesso moveset. Ma va beh, glie lo concediamo, augurandoci che riesca a avere lo stesso successo del fratello maggiore. La sfida con Adam Page non ha granché da dire, Hangman vince senza neanche troppe difficoltà.
Matt Hardy a fine match dà parole di conforto e supporto a Page, suggerendo un invito per entrare nella sua scuderia. Dopo aver rifiutato il corteggiamento del Dark Order, un’altra proposta per l’ex AEW Tag Team Champion. Mi auguro si esca in fretta da questa strada tortuosa presa con lui, o magari che serva a spostarlo verso una corsa a uno dei due titoli singoli.

 

 

Il match che più mi ha soddisfatto, narrativamente e per il lottato, è stato quello tra Jungle Boy e Dax Harwood. Con Wheeler, Blanchard e Luchasaurus ammetati l’uno all’altro e seduti a guardare. I due ragazzi hanno dato saggio della loro bravura, mostrando allo spettatore un mix tra la vecchia e la nuova scuola, riuscendo anche a trasmettere emotivamente il loro confronto. La vittoria di Jungle Boy per sottomissione inoltre, è un plus che trovo centrato per continuare questa faida. Che ha visto anche l’attacco di Wheeler e Blanchard al luchasauro, poi ammanettato alle corde e privato degli iconici corni. Marko Stunt, la SCU e i Top Flight giungono per salvare i due membri della Jurassic Express. Con REVOLUTION alle porte, è facile vedere dove si vuole arrivare, cioè un bel match in pay-per-view. Soluzione che mi piace e auspico diventi ufficiale.

 

Britt Baker cementifica la sua posizione in vista della sfida con Thunder Rosa, sconfiggendo un’arcigna Shanna che però deve arrendersi alla lockjaw letale della dentista. Che prosegue poi il suo attacco a fine incontro, proprio Rosa arriva dagli spogliatoi costringendo Baker a scappare. Pare ovvio si voglia andare verso una vittoria della latina, che nei vari segmenti settimanali, quasi sempre ha avuto la peggio.

 

 

E chiudiamo con il Main Event. Good Brothers e Young Bucks vs. Dark Order. Match piacevole, come sempre tutti i wrestler in gioco si ritagliano ottimamente il loro spazio. Dove nell’esaltazione generale dei due team, abbiamo una contesa davvero ben realizzata. L’alchimia delle due squadre è intensa e naturale, ne risultano tante combo ottimamente eseguite e uno spettacolo notevole, specie per chi predilige questo tipo di script. Sono gli ex membri del Bullet Club a vincere, nessuna sorpresa.
Come nessuna sorpresa dall’attacco (ai Bucks e ai GB) di Rey Fenix e Jon Moxley, che chiude la puntata con la Paradigm Shift su Kenny Omega che voleva attaccarlo alle spalle.

 

Un bell’episodio, dove si è costruito bene per continuare le storie in vista delle prossime puntate e del prossimo ppv.

 

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.

 


Fight Planet Italia

AEW Pubblicato in data 23/01/2021

AEW DYNAMITE: È la fine per la Inner Circle?

Analisi DYNAMITE.

Nuovo appuntamento con la All Elite Wrestling. Andiamo a vedere cosa è successo questa settimana a DYNAMITE. Che offre un episodio carico di tanti accadimenti notevoli.

 

 

A partire dalla festa di compleanno del piccolo -1, interrotta dalla Chaos Project. Che porta all’intervento di Adam Page in soccorso del Dark Order e al match a squadre che coinvolge anche i TH2. Opener divertente vinto da Page e il Dark Order, dove il piccolo Brodie Jr. è ovviamente anche protagonista. Ma la notizia è il rifiuto di Hangman di unirsi all’Ordine Oscuro, che già aveva preparato una festa per il sì. Mi aspettavo Page rifiutasse, vediamo ora come proseguirà la storia.

 

 

Altro segmento con protagonisti Sting, Darby Allin e il Team Taz. Che porterà Taz e soci a sfidare Allin e The Icon. Con la federazione che, successivamente via social, annuncia uno Street Fight Match tra Ricky Starks & Brian Cage contro Darby Allin e Sting per il ppv REVOLUTION. Sting dunque torna a “lottare” a distanza di quasi sei anni, dopo il match di Night Of Champions contro Seth Rollins. La scelta del cinematic match ci sta, e sicuramente va a evitare stress pesanti al fisico dello Stinger. So che pensano in tanti, l’idea di coinvolgere un 61enne, per quanto sia una scelta magari condivisibile al fine di attirare pubblico e quindi vendere l’evento, non piace a molti. Ma sapete com’è: IT’S STIIIIIIIIIING!!
GRAZIE AEW! GRAZIE DI CUORE!
Comunque mi auguro che per il TNT Champion sia solo una cosa momentanea questa accoppiata. Per poi affermarsi da solo e spiccare definitivamente il volo. Resto sempre convinto di ciò.

 

Cody vince il suo match contro Peter Avalon, nonostante la distrazione causata da Jade Cargill. Che, malgrado l’assenza di Brandi, continua i suoi giochi psicologici con l’American Nightmare. Il tutto in attesa del confronto con Shaq.

 

 

Buon la prova di Nick Comoroto (al debutto a DYNAMITE) contro l’ex AEW World Champion Jon Moxley. Comoroto è un ex NXT, ed era stato licenziato insieme a tanti dei suoi colleghi WWE per via dei fatti relativi al covid, addirittura senza mai debuttare in TV. Il potenziale come ha dimostrato c’è, anche se alla fine perde i sensi e perde il match come forse troppo prevedibile. Mox autore di un altro gran bel promo nel suo stile a fine match, dove in pratica si dice pronto a sfidare chiunque.

 

 

L’incontro tra Matt Hardy & Private Party contro Matt Sydal & Top Flight dà i suoi frutti narrativamente. Con Quen & Kassidy che finalmente danno davvero ascolto al loro capo/manager. Ne nasce un forse definitivo heel turn che regala la vittoria grazie alla distrazione dell’arbitro e all’utilizzo scorretto di un chair shot. Mi piace questa scelta, i Private Party dopo aver sconfitto i Bucks nel torneo dei titoli di coppia, hanno avuto pressoché un’annata anonima, giusto il cambio di rotta. Che inoltre trova forza nella title shot contro i Good Brothers per gli IMPAC World Tag Team Championships.

 

Doc Gallows e Karl Anderson che sono autori del pestaggio, assieme a Kenny Omega, nei confronti di Penta El Zero Miedo. Colpito duramente all’occhio. Omega che è chiamato a gestire anche l’eventuale, eh sì perché io non sono tanto convinto sia successo davvero, Superkick Party dei fratelli Jackson ai danni di Don Callis. Con quest’ultimo che, da grande manipolatore, per me sta facendo in modo di girare la frittata dalla sua. Con l’intento di andare verso la scissione definitiva della Elite. Magari mi sbaglio e anche di brutto, ma ce lo vedo bene un ritorno di Hangman al fianco dei Bucks e una sfida contro Omega e i Good Brothers. Una storia che si scrive da sola.

 

Leyla Hirsch e Penelope Ford danno vita a un incontro dal ritmo lento e abbastanza piatto. Ford vince grazie all’aiuto di Kip Sabian. A me è sembrato quasi che la federazione non avesse idee “al femminile” per questo episodio. Facendo così questo match usando la figura di Ford come trampolino del segmento post match nel quale Miro bullizza e schiavizza Chuck Taylor, nel ruolo di maggiordomo personale, costringendolo a fargli dire che ora Miro è il suo Best Friend. Davanti all’inerme Orange Cassidy che triste abbandona le scene.
E pensare che Tony Khan ha dichiarato che la WWE ha ridicolizzato Miro per anni. Come se questo suo primo lungo feud fosse chissà quale genialata o quale grandissima storyline per il bulgaro. Che da quando è arrivato naviga nel mid carding, e neanche quello buono. Un peccato per tutte le parti in causa. Booking scellerato.

 

 

La Inner Circle Tag Team Challenge tra Ortiz & Santana vs. Chris Jericho & MJF (con Wardlow) vs. Sammy Guevara & Jake Hager si presenta bene almeno all’attesa. Perché poi sul ring non ci sono grosse sorprese. MJF e Jericho vincono grazie al banalissimo e prevedibilissimo pin scorretto del Salth of the Earth sullo Spanish God. Con la coppia MJF & Jericho che diventa così il tag team ufficiale del gruppo. A rigor di logica narrativa è ok come scelta, in quanto Guevara non ha mai realmente accettato MJF, che a sua volta è palesemente sempre sembrato falso nei confronti di Guevara. Ciò ovviamente mette tanta carne sul fuoco che genera attesa per le prossime puntate. Siamo arrivati alla fine della fazione capeggiata da Chris Jericho?
L’appunto personale che faccio, e che un po’ mi rattrista, è vedere Santana & Ortiz a fare il quasi nulla. Dove a essere protagonisti sono solitamente sempre gli altri, mi auguro che questa storia della Inner Circle per loro giunga presto alla fine e che possano essere utilizzati seriamente nella corsa agli AEW World Tag Team Championships.

 

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.