AEW

Bryan Danielson e la poco credibile sospensione dell'incredulità

Bryan Danielson e la poco credibile sospensione dell'incredulità

Analisi DYNAMITE.

AEW Pubblicato in data 19/11/2021 da Roberto Rotonda

Dopo il successo di FULL GEAR, si cerca di continuare su quella strada. Anche se la scelta presa in particolare con Bryan Danielson, sembra arrivare troppo frettolosamente. Avevo chiuso l’appuntamento di FULL GEAR così: Danielson che ha una title shot da sfruttare può essere un’arma a doppio taglio.” Ed ecco che subito le perplessità emergono.

 

La celebrazione della vittoria di Adam Page viene interrotta proprio da Danielson. Il quale in odore di heel turn, dopo essersi detto dispiaciuto di non poter affrontare Omega per il titolo, tira fuori addirittura la vittoria del World Championship a WrestleMania. Improntando il suo discorso sul fatto che lui lottò subito il giorno dopo (a RAW) a differenza di Hangman. Nonostante il suo comportamento non è stato quello del cattivo rimarcato, è palese come l’idea di un cambio d’umore è molto probabile. E d’altronde se tiri fuori la WWE, citando WrestleMania in uno show AEW, è ovvio il fatto che vuoi generare heat nei confronti dell’American Dragon. Che infatti è stato subissato dai fischi del pubblico pagante. Ora, in teoria è una cosa naturale voler mettere un face contro un heel nel contesto di un titolo mondiale. Ma secondo me si perde l’occasione di creare una sfida epica tra due dei più favoriti, che si basa proprio sull’essere i favoriti.

 

Mi spiego, a livello proprio di build up a lungo termine, era più indicato forse un match basato più sul rispetto reciproco, sul voler dimostrare chi sia effettivamente migliore giocandosela alla pari e senza il pretesto io son buono lui è cattivo. Mettevi contro due wrestler adorati, e chi meglio dei due, e andavi a creare un qualcosa di unico, che sarebbe stato grandioso perché poi difficilmente si sarebbe rivisto. E tutto ciò per dare il via magari a un feud più duraturo che avrebbe portato successivamente all’heel turn dello stesso Danielson, che sarebbe stato anche più d’effetto. Lo trovo invece affrettato.

 

È arrivato da poco, tra i vari plebisciti delle città che lo hanno acclamato. E così poi, senza uno stralcio di logica alcuna, dall’oggi al domani gli girano le scatole e diventa di colpo cattivo? Quando si parla di sospendere l’incredulità, viene dura in casi come questo. È un presupposto, un capriccio troppo stupido per spiegare un turn che ha poco senso. Il tempo è galantuomo si dice, ma già che Danielson vuole affrontare e annientare ogni membro del Dark Order (in questo episodio sconfigge Evil Uno) prima di mettere le mani su Page, è indice di poca creatività. Che succede, fa il cattivo con tutti fino ad arrivare a perdere poi con Page, che sembra la cosa più plausibile, oppure alla prima Page perde? In ambedue i casi sarebbe un’occasione persa per entrambi, ma come sempre aspettiamo prima di arrivare a conclusioni definitive. Rimango comunque perplesso.

 

Episodio che resta gradevole. Nyla Rose sconfigge Hikaru Shida e avanza di turno nel torneo TBS, match visto e rivisto in AEW. Però buona la scelta di puntare ancora sul ginocchio martoriato dalla nipponica, per colpa dell’attacco di una settimana fa subito per mano di Serena Deeb. Una conferma per quanto riguarda le logiche narrative.

 

Non sorprende la sconfitta di The Buthcer & The Blade contro Orange Cassidy & Tomohiro Ishii. Non si dà un gettone di presenza a uno come lo Stone Pitbull, che esordisce nel tuo show, facendolo perdere. Continuano anche gli screzi tra Cassidy e Matt Hardy. Giusto così.

 

Dopo il bel match, e la vittoria, di Dante Martin & Lio Rush contro gli Acclaimed, il Team Taz si palesa per fare un’offerta a Martin. Che si trova ora dunque tra due fuochi. Scegliere di restare con Rush o passare dall’altra parte. Situazione riempitiva gestita però con criterio.

 

Kenny Omega si prenderà un po’ di tempo prima di ritornare. Intanto il segmento dove lui e Adam Cole hanno un’incomprensione può magari indicare il voler mettere un tarlo che sa di split futuro.

 

Uno dei punti salienti della puntata è stato sicuramente quel fenomeno di MJF. Nell’erigersi a wrestler più meritevole di essere prossimo AEW World Champion, dice anche che non c’è nessuno al suo livello. CM Punk non ci sta e arriva sul ring. Friedman gli tende la mano, ma il Best In The World si fa una risata e lo lascia come un fesso a centro ring. Grande AEW, è un feud che mi gasa parecchio. Pensate a quanti magnifici faccia a faccia al microfono potremmo assistere. E quanto sarebbe meraviglioso se la prima sconfitta di CM Punk fosse proprio con MJF? Darebbe ancora più spessore a un personaggio che già ora non stonerebbe affatto come World Champion.

 

Il Main Event invece non ha sorpreso. Gran bel match di wrestling tra due dei migliori lottatori della federazione e non solo. Però alla fine Sammy Guevara difende con successo il TNT Championship contro Jay Lethal, all’esordio ufficiale su un ring AEW. Unica nota a margine è forse la troppo forzata, e torniamo al discorso iniziale della poco credibile sospensione dell’incredulità, decisone di voler fare dello Spanish God un martire che arriva a vincere dopo essersi anche quasi infortunato addirittura fermando l’incontro per circa due minuti. Anche perché poi, come se niente fosse, ha ripreso facendo pure una swanton bomb e schiantandosi sul tavolo fuori dal ring. Piccoli particolari da, almeno per me, andare a migliorare per rendere il prodotto ancora più genuino. A mio avviso non c’è bisogno di andare a enfatizzare troppo su questo tipo di racconto, anche perché un po’ secondo me si svilisce poi quanto fatto dall’avversario. Ma magari mi sbaglio io.

 

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.



Fight Planet Italia

AEW Pubblicato in data 01/01/2022

AEW DYNAMITE: New Year’s Smash

Analisi DYNAMITE.

Lo show ammiraglia della AEW si appresta a salutare il 2021 e la piattaforma di TNT con uno speciale di fine anno ricco di lottato di buonissima fattura, marchio di fabbrica della compagnia.

 

La serata si apre con un match a 10 dinamico e divertente, seppur viziato da qualche inquadratura che taglia le azioni più spettacolari, vinto dagli FTR con i Private Party e Matt Hardy ai danni dei Jurassic Express, dei Lucha Brothers e Christian Cage dopo un errore di comunicazione tra questi ultimi sfruttato dai campioni di coppia AAA per portare a casa la contesa. Un errore che, nel corso della serata, serve per sancire lo scontro titolato tra i Lucha Brothers e Jurassic Express fissato Per la prossima puntata di Dynamite su TBS. Un epilogo che non esclude una ipotetica intromissione dei FTR nella contesa rendendo il match per

 

Ritorno di fuoco per Chris Jericho che soccorre Ortiz, Santana e Eddie Kingston, dopo essere stati sconfitti ed attaccati da Daniel Garcia e i 2point0, con il Mad King che non prende bene il salvataggio di Y2J suggerendo una regolazione dei conti tra i due. Una faida che potrebbe regalare ben pochi archi narrativi, togliendo tempo da far spendere al canadese per poter elevare altri giovani.

 

Raggiunge la finale del torneo per il titolo TBS Jade Cargill dopo aver battuto Thunder Rosa, grazie anche all’intervento della debuttante Mercedes Martinez (soccorsa nel finale da Ruby Soho). Da segnalare la prestazione di Cargill che, seppur ancora legnosa ed altalenante nel selling (marcato a volte zoppicando ma scordato quando deve eseguire mosse di potenza), dimostra di star piano piano migliorando facendo, magari, intendere il voler puntare su di lei come campionessa.

 

Situazione di stallo tra Punk e MJF che, durante la puntata, sembrano sotterrare l’ascia di guerra rimandando a futuro il confronto, con quest’ultimo dichiarare di concentrarsi sul titolo TNT tramite l’utilizzo del suo alleato Wardlow, in lizza per vincere il Face of Revolution ladder match, menzionando una clausola dove l’atleta avrebbe dovuto cedere qualsiasi titolo ad MJF. Una svolta che lascia intendere una inevitabile rottura con Wardlow cercando di costruirlo in un feud tra i due. Un progetto per costruire l’atleta come big man beniamino del pubblico che però non può che far venire molti perplessità visto che, oltre alle Powerbomb ed alle vittorie lampo (avvenuta questa settimana ai danni di Colin Delaney), Wardlow non ha mostrato particolari skills.

 

Non se le mandano a dire Brandi Rhodes e Dan Lambert che, accompagnato da Ethan Page e Scorpio Sky, si scambiano insulti che però risultano scurrili e gratuiti: Lambert è ottimo nell’usare come invettive le critiche mosse all’American Nightmare dal web, ma che vengono accolte dal pubblico mentre riserva tutt’altro trattamento per Brandi Rhodes che viene accolta tra i fischi, nonostante la sua posizione da face. Il segmento si conclude con l’arrivo di Dustin Rhodes che cerca di aiutare la cognata ma che viene attaccato da Ethan Page.

 

Situazione in costruzione che vede come protagonista Adam Cole tentato dai i neo debuttanti Bobby Fish e Killy O'Reilly nel formare la “vecchia” alleanza avvenuta in altri lidi, ignorando il precedente rapporto con gli Yung Bucks, situazione resa ancora più inconciliabile nel main event dove l’ex Undisputed Era ha la meglio sui Best Friends e Orange Cassidy dopo un intervento dei fratelli Jackson che portano via Cole negandogli la possibilità di celebrare la vittoria con i suoi compagni. Un primo passo che sembrerebbe costruire una narrazione legata ad una scelta di Adam tra le due fazioni dove ha militato e che potrebbe portare al tradimento dell’ex campione NXT ai danni dei Bucks, per vendicarsi del medesimo trattamento subito al tempo del Bullet Club, arrivando persino a coinvolgere Kenny Omega (tempi di recupero permettendo).

 

Tirando le somme, DYNAMITE lascia il 2021 con un episodio divertente ma che pecca nella parte centrale: dopo una partenza entusiasmante con il match a 10 uomini, il ritmo cade nella parte centrale appesantita dai molti promo e dalle battaglie nel ring, più di costruzione che di atletismo, per poi riprendersi nella parte finale con un ottimo match di coppia.

 

Una puntata che poco farà sentire la mancanza visto il 2022 interessante che aspetta la compagnia, senza mangiare zampone e lenticchie!


Fight Planet Italia

AEW Pubblicato in data 24/12/2021

AEW DYNAMITE: Holiday Bash Night 1

Analisi DYNAMITE.

Tra debutti Indiscussi e uno storico Main Event che vede due mostri come Sting e CM Punk far squadra nello stesso team per la prima volta nella storia, l’episodio a tema natalizio di DYNAMITE rinominato Holiday Bash è un successo.

 

Il debutto Indiscusso è quello di Kyle O’Reilly. L’ex NXT arriva dal nulla per aiutare Adam Cole e favorire la vittoria di quest’ultimo su Orange Cassidy. C’è anche Bobby Fish, per uno scontro che coinvolge Best Freinds e Young Bucks. Proprio i fratelli Jackson restano impietriti d’innanzi al riformarsi della mitica Undisputed Era vista in WWE. Peccato il pubblico un po’ freddo d’innanzi a questo ottimo segmento, che potrebbe, me lo auguro altamente, portare allo split di Cole dalla Elite. Magari quando Kenny Omega ritornerà, è un feud tra fazioni già bello che scritto. Certo un po’ stona a distanza di pochi mesi vedere Cole e O’Reilly far bisboccia dopo che si sono odiati a morte nell’ultimo stint nel Black & Gold Brand, ma tutto sommato ce ne facciamo una ragione. È senz’altro piacevole rivedere i tre insieme, vediamo se riusciranno ad avere quell’impatto che hanno avuto a NXT dove hanno dominato in lungo e in largo.

 

Il momento magico della puntata è stato però il Main Event. Lo scrivo come uno di parte senza nascondermi. Vedere in squadra insieme Sting e CM Punk, due dei miei preferiti di sempre, mi ha riscaldato il cuore. Poi anche la scelta dei facepaint uno a tema dell’altro è stata davvero speciale. Il match, che ha visto i due con Darby Allin contro The Pinnacle nella formazione MJFTR, è stato piacevole e dall’ottimo minutaggio. Sting è la nota della magia più di tutti, un professionista di altissimo livello che ancora incanta e dà lezioni. La AEW vale la pena seguirla solo perché ci porta in dote una leggenda d questo calibro, che si lascia ammirare perché ancora capace di offrire grande spettacolo. Sono i tre buoni a aggiudicarsi la vittoria, che è arrivata non senza difficoltà. Con Harwood che alla fine è stato la vittima delle tre rispettive finisher dei face che hanno chiuso in trionfo. Un bellissimo regalo di Natale per tutti gli appassionati di wrestling.

 

Scontro verbale tra l’AEW World Champion “Hangman” Page e Bryan Danielson. Dove viene annunciato il re-match tra i due nel primo episodio di DYNAMITE del 2022, dove ci sarà l’esordio sulla nuova rete TBS.

 

La sfida tra Malakai Black e Griff Garrison non ha riservato sorprese, con il primo che ha vinto l’incontro nonostante la voglia di vendetta del membro dei Varsity Blonds. È arrivata pure la lezione di Black a Brian Pillman Jr. intervenuto a fine match.

 

La prima semifinale del TBS Tournament ha visto la sfida tra Nyla Rose e Ruby Soho. La Native Beast le ha provate tutte, anche con l’interferenza di Vickie Guerrero, ma Soho alla fine ha avuto la meglio. Risultato giusto a mio avviso, anche se per la vittoria finale vedo favorite le altre due semifinaliste, Jade Cargill e Thunder Rosa.

 

Per il resto, nulla di rilevante da segnalare. La ormai classica vittoria riempitiva di Wardlow, il solito palloso soliloquio di Dan Lambert che mi devono spiegare perché sta ancora qua a fracassarci gli zebedei.

 

La AEW si appresta a chiudere l’anno dopo aver maturato una certa stabilità. Un 2021 che ha visto acquisti importantissimi come CM Punk e Bryan Danielson, ritocchi d’autore come Adam Cole o Jay Lethal. In generale un discreto miglioramento nel racconto delle storie. Nonostante questo, si può e si deve migliorare. Nel rivedere un po’ il tipo di asset scelto, improntato su troppi team e match a tema squadre davvero spropositato. Così come la gestione di alcuni lottatori (Cage su tutti) per i quali non si riesce a costruire niente che sia niente.

 

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.


Fight Planet Italia

AEW Pubblicato in data 17/12/2021

AEW DYNAMITE: Winter Is Coming, o meglio The Page & Danielson Show

Analisi DYNAMITE.

C’era molta attesa per questo episodio speciale di DYNAMITE. Ripagata a pieno per l’AEW World Championship Match tra l’AEW World Champion Adam Page e Bryan Danielson. Il resto forse un po’ debole, dopo la prima ora potevamo anche spegnere tutto e non ci saremo persi niente di eclatante, o quasi.

 

La prima ora ha visto l’ottimo match tra “Hangman” Adam Page, AEW World Champion in carica, e lo sfidante Bryan Danielson. Incontro finito in pareggio al termine del limite di 60 minuti. Minutaggio fuori dai classici standard TV, che però non è stato affatto noioso. Ma anzi, i due sono riusciti a rendere bene per tutta la durata. Incontro che ha spaziato un po’ in tutti gli stili che i due protagonisti portano sul quadrato. La prima difesa di Page è quindi un bagno di sangue e sudore, di fatica. Ma anche e soprattutto di resilienza e resistenza, forse anche addirittura portate allo stremo. Ma se consideriamo l’avversario, Danielson, a mio avviso non può far che bene a Page un esito così. L’American Dragon ha portato Omega al pareggio, e sì, è lo stesso Cleaner a cui proprio Page ha tolto il titolo anche in minor tempo, ma questa secondo me è la mossa giusta proprio perché dà a Danielson lo spessore che tutti gli hanno sempre riconosciuto, senza svilire troppo lo status del Campione. Che alla fine, nota non da poco, arriva comunque molto vicino alla vittoria che non si materializza solo per via del limite. Un grande match di wrestling, che personalmente mi ha soddisfatto perché uscito dalla tipica “bolla dello stile AEW” volto a flip folp ammorbanti e spot sovraesposti spesso senza logica. Ma quando c’è Bryan Danielson, da questo punto di vista siamo tranquilli. Quella capacità di psicologia del racconto, del lavorarsi l’avversario meticolosamente e con un senso che trova un nesso logico manovra dopo manovra, non è da tutti. È una goduria vederlo sul ring per un’ora, con Page poi, gran bel talento che può sfruttare l’aurea leggendaria di Danielson per elevare ulteriormente, il che è curioso visto che parliamo del Campione Mondiale della AEW, il suo starpower. Credo che un eventuale re-match, tenendo conto di ranking e varie, servi soprattutto a questo.

 

Per il resto la puntata a dire il vero passa via sottotono per me. Wardlow vince contro Matt Sydal, con Shawn Spears che fa le veci di MJF. Con il quale sembra sempre più vicina la separazione proprio da Wardlow, vistosamente sempre più al limite della sopportazione. È il momento giusto anche secondo la mia umile opinione.

 

Hikaru Shida finalmente si prende la rivincita su Serena Deeb. Una discreta rivalità che ha ridato luce a Deeb in versione heel. La vittoria della giapponese mette forse fine ai giochi tra le due.

 

Curioso il doppio segmento a incastro che ha visto Malaki Black portare a nuovo un iniziato (coperto) della Huose Of Black, riferendosi alla parola King. E non è un segreto che Brodie King abbia praticamente firmato con la compagnia, quindi sicuramente le prossime settimane saranno molto interessanti per Black & Co.. Dall’altra parte Griff Garrison sfida proprio Black, perdendo le staffe anche con l’amico Pillman Jr., dando continuità così ai fatti che hanno coinvolto Julia Hart.

 

Il Main Event ha visto la finale del Dynamite Diamond Ring che, per il terzo anno di fila, va al dito di MJF. Il nostro infatti sconfigge per sottomissione Dante Martin, che però si conferma come un nome su cui la AEW sembra puntare. Inoltre la vittoria non è pulitissima in quanto Ricky Starks interferisce nel match. Personalmente mi auguro che Martin cresca come performer, non puoi fare match lunghi saltellando solamente di qua e di là. Grandissimo atleta, ma la ginnastica artistica, acrobatica o ritmica che sia, è un altro sport. Friedman al solito ha parole al veleno per CM Punk prima della finale. Alla fine del match quando gli FTR arrivano per festeggiare, l’arrivo di Sting e Darby Allin scombina i piani. Tuttavia i tre sfruttano il vantaggio numerico fino a quando arriva proprio CM Punk. Il tutto per annunciare il 3 vs. 3 per la prossima settimana. Augurandoci che questo feud, e lo scrive uno cresciuto a pane e Sting e poi pure CM Punk, sia la svolta definitiva per consacrare MJF. Il quale, senza togliere nulla agli altri, sembra davvero spiccare su tutti i famosi “Pilastri” della All Elite Wrestling.

 

Una chiusura al bacio per uno show che si era aperto con un match orgasmico. Che nel mezzo è stato però piatto e non ha offerto un sussulto degno di un evento definito speciale.

 

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.