APPROFONDIMENTI

La vera chance di Zelina Vega

La vera chance di Zelina Vega

Something That Shimmers #12

APPROFONDIMENTI Pubblicato in data 11/07/2021 da Alessandro Bogazzi

Benvenuti a questa nuova edizione di Something That Shimmers, la rubrica interamente dedicata al wrestling femminile in ambito major.

 

A Raw continua la faida tra Charlotte e Rhea Ripley, la quale sta riuscendo a rispedire al mittente tutti i mindgames della sua più esperta rivale. Persino il tentativo della Queen di inscenare un infortunio per far abbassare la guardia alla campionessa non ha avuto successo, e ora che la faida è diventata più personale, stiamo assistendo a dei siparietti un po’ più godibili rispetto alle settimane precedenti. Ad ogni modo, a Money In The Bank le due saranno chiamate a una prestazione maiuscola, come già accaduto in precedenza, ma stavolta il finale dovrà essere chiaro, possibilmente senza overbooking. Intanto, Eva Marie sembra essere tornata in sintonia con Doudrop, e sta riuscendo a farsi odiare più di qualunque altra atleta ; sul ring l’abbiamo vista poco, ma le sue abilità sembrano rimaste quelle di un tempo, ragion per cui spero che la transizione verso il ruolo di manager venga completata quanto prima. Alexa Bliss si trova attualmente impegnata in un feud con Shayna Baszler, Nia Jax e soprattutto Reginald, e per questo motivo sta combattendo al fianco delle face, mentre Nikki Cross ce la sta mettendo tutta per conquistare i fan nel suo nuovo ruolo di supereroina: personalmente sono scettico a riguardo, ma alla lunga potrei anche essere smentito.

 

L’infortunio occorso a Bayley, che dovrà rimanere fuori dai giochi per ben nove mesi, è una brutta tegola per Smackdown, che perde una delle sue pedine più importanti proprio alla vigilia di un I Quit Match che avrebbe dovuto mettere la parola fine alla faida con Bianca Belair. Il roster blu è corso subito ai ripari, anticipando i tempi e proponendo Carmella come sfidante per il titolo in un match che andrà in onda la prossima settimana, annunciando l’imminente approdo nel roster di Toni Storm e facendo debuttare Shotzi Blackheart e Tegan Nox, uscite vittoriose dal non title match contro Natalya e Tamina. Le cinture di coppia tornano dunque al centro di una faida, dopo essere finite nel dimenticatoio per settimane. Intanto, Liv Morgan è stata finalmente inserita in una storyline interessante, che l'ha vista finalmente convincere Sonya Deville ad assegnarle uno spot per il Money In The Bank Ladder Match ; come ho già scritto due settimane fa, sarebbe saggio far vincere la valigetta all’ex componente della Riott Squad.

 

Il titolo femminile di NXT è attualmente in stand by, dato che Raquel Gonzalez è attualmente impegnata in coppia con Dakota Kai in un feud contro Ember Moon e Shotzi Blackheart, ma non è detto che nelle prossime settimane non si creino i presupposti per un fatal four way atto a far scricchiolare l’alleanza tra la campionessa e la sua migliore amica. Sono state, però, altre due coppie a dare spettacolo a Great American Bash, con Io Shirai e Zoey Stark che hanno strappato le cinture a Candice LaRae e Indy Hartwell, grazie anche all’intervento della rientrante Tegan Nox. La giapponese ha così interrotto il suo breve digiuno, e pare proprio che la WWE non riesca a tenerla fuori dal giro titolato. Pessime notizie, invece, per Mercedes Martinez, che ha subito una brutta commozione cerebrale durante il suo match contro Xia Li, rea di averla colpita con troppa foga. Non è la prima volta che la componente della stable Tian Sha danneggia seriamente un’avversaria con i suoi calci, e non sarebbe male se si impegnasse per combattere in modo più sicuro.

 

Sono poche le novità in AEW, che ultimamente sta dando meno spazio alla divisione femminile durante Dynamite. Abbiamo visto qualche buono spot nel match di coppia, nonostante la presenza di Vicky Guerrero nelle vesti di lottatrice ; Britt Baker sembra quasi la face della situazione nella faida con Nyla Rose, ma un turn sarebbe un madornale errore, vista la sua naturalezza nel ruolo della heel. Nel frattempo, la compagnia di Tony Khan sta lavorando bene su Kris Statlander, che questa settimana ha schienato The Bunny, ma allo stesso tempo sembra pronta a sacrificare nuovamente Penelope Ford, data per sfavorita nel match della settimana prossima contro la rientrante Yuka Sakazaki.

 

In NWA la campionessa si sta facendo da parte, mentre le sue rivali si fronteggiano a più riprese per decidere chi sarà la contendente numero uno. Si tratta di una scelta che non ha funzionato con Serena Deeb, sparita dalle scene per mesi e attualmente in cerca di un’identità, e che alla lunga potrebbe danneggiare Kamille ; la compagnia di Billy Corgan dovrebbe correre ai ripari già nelle prossime settimane. A rubare la scena è ancora una volta Thunder Rosa, che riesce a trasformare in oro ogni suo feud e ogni suo match: a beneficiare ciò, oltre alla già citata Deeb, ci sono Skye Blue e soprattutto Kylie Rae, che attualmente combatte a fianco delle heel ma con una spiccata attitudine da face. Non mi sorprenderei se fosse proprio la Smiley a diventare la futura top face della compagnia.

 

Slammiversary è alle porte, e ora sappiamo che Deonna Purrazzo sarà chiamata a difendere la cintura contro una lottatrice misteriosa. Il nome più probabile è quello di Lauren Van Ness, che ha espresso più volte il desiderio di tornare a Impact Wrestling e addirittura di celebrare le nozze con Matt Cardona durante lo show, ma occhio a Mickie James, già comparsa in NWA, Ruby Riott, Billie Kay e Peyton Royce ; il piano b, invece, sembra prevedere il ritorno di Su Yung, che ad ogni modo avverrà a breve, visto il segmento che ha visto protagoniste Kimber Lee e James Mitchell. Resta la delusione per Taylor Wilde, rientrata in pompa magna e subito finita nel dimenticatoio, mentre Rachel Ellering e Jordynne Grace hanno fatto definitivamente pace, salvo sorprese nel prossimo episodio di Impact, dove se la vedranno con Tenille Dashwood e Kaleb. Anche la situazione riguardante i titoli di coppia è parecchio interessante, e a Slammiversary sono Havok e Rosemary a partire favorite contro Kiera Hogan e Tasha Steelz, autrici comunque di un ottimo regno.

 

Focus on: Zelina Vega

 

L’episodio di Smackdown del 2 luglio ci ha regalato il ritorno di Zelina Vega, che ha spiazzato tutti quanti soprattutto a seguito degli ultimi avvenimenti. Col rilascio di Aleister Black, il quale proprio questa settimana ha debuttato in AEW, i fan avevano perso le speranze, e invece l’ex campionessa di coppia della TNA si è presentata a Smackdown, regalandoci un ottimo promo e un buon match, nonostante il minutaggio ridotto. Zelina ha avuto la peggio contro Liv Morgan, ma Sonya Deville le ha comunque riservato un posto nel Money In The Bank Ladder Match, dove potrebbe regalarci manovre aeree spettacolari e spot interessanti. Per quanto la conquista della valigetta sembri improbabile, non è da escludere un suo inserimento nel giro titolato nei prossimi mesi: una volta terminato il feud con Carmella, Bianca Belair potrebbe rimanere a corto di avversarie, Toni Storm permettendo, e la Vega è l'atleta più adatta a colmare questo vuoto. Le due non si sono mai affrontate, e i loro stili di lotta sono tanto diversi quanto complementari. Zelina sarà sicuramente determinata a dare il meglio di sè, e non solo in quanto desiderosa di riscatto, ma anche perché si tratta della prima vera occasione che le viene data da quando ha lasciato il mondo delle indies per approdare in quello delle major. 

 

Sin dal suo esordio in TNA, infatti, Zelina Vega non ha mai avuto un vero stint in singolo, e se nella federazione di Nashville ha fatto sempre coppia con Sarita, in WWE ha ricoperto prevalentemente il ruolo di manager, ricoprendo poche volte il ruolo di lottatrice attiva. Senza di lei, Andrade avrebbe fatto molta più fatica ad affermarsi e a far suo il titolo massimo di NXT, tuttavia quella che sarebbe dovuta essere una soluzione temporanea è diventata permanente, a discapito delle qualità sul ring della Vega. Ora c’è finalmente l’occasione per sfruttare il suo talento, e se le sue mic skills sono tra le migliori, il suo stile di combattimento offre una ventata di aria fresca a un roster carente di high flyer; la mancata promozione di Io Shirai le spiana ulteriormente la strada, dandole l’esclusiva sulle manovre spettacolari e sui voli da altezze notevoli. Insomma, ci sono tutti i presupposti per dare a Zelina una seconda chance e di riparare ai madornali errori commessi durante il precedente stint.

 

If you don’t know… Now you know!

 

Alessandro Bogazzi



Fight Planet Italia

APPROFONDIMENTI Pubblicato in data 02/09/2021

Il sogno di Trevor Murdoch

Secondo voi è possibile a 41anni, con un fisico più simile ad un mangiatore di Hot Dogs che ad un atleta, dopo 22 passati a combattere senza ottenere mai grandi riconoscimenti in singolo, detronizzare un campione mondiale che detiene la cintura da più di mille giorni ed ha una prestanza fisica notevole, raggiungendo così il punto più alto della propria carriera?

Sì, se combatti in NWA ed il tuo nome è Trevor Murdoch.

 

Quella di William Theodore Mueller è la classica storia del wrestler mediocre, che non riesce mai a raggiungere le alte vette delle federazioni più importanti, colpa forse di un fisico non scolpito nel marmo come tanti suoi colleghi. Viene allenato nella scuola di Harley Race e conquista qualche titolo nelle promotions territoriali, prima di essere messo sotto contratto di sviluppo dalla WWE, ma come parte di un Tag Team. 

 

La sua alleanza con Lance Cade è provvidenziale. Assieme a lui diventa per tre volte WWE Tag Team Champion ma nom riuscirà mai ad imporsi in singolo. Dopo il rilascio dalla federazione di Stamford, la sua vita si divide fra sporadiche apparizioni e temporanei stint in altre federazioni minori, fino al quasi abbandono della disciplina. Lavora in un bar di sua proprietà assieme alla moglie, ma è costretto a vendere l'attività nel 2013. Diventa un installatore di fibre ottiche e la sua carriera come wrestler sembra ormai ridotta a rari eventi come part-timer, sfruttando la popolarità ottenuta nel suo periodo in WWE, fino al suo definitivo ritiro, nel 2018.

 

È davvero finita qui? No, c'è di più. Nel 2019 ritorna a calcare il ring nel nuovo progetto della NWA, chiamato Power, che propone uno show in pieno stile anni 70. Un'idea nata da quella mente sognatrice di Billy Corgan, che ha intenzione di trasformarla nella terra delle possibilità per chi ha ancora voglia di sognare. Lui, col suo fisico ed il suo personaggio da guidatore di camion è perfetto per incarnare lo spirito di un wrestling di 40 anni fa, quando gli atleti non erano le perfette macchine atletiche di oggi, ma solo uomini duri e forti. 

 

La NWA è lo scenario perfetto per una sua affermazione in singolo. Nella storica federazione hanno trionfato personaggi come Dusty Rhodes e Dory Funk , sicuramente non ricordati per il fisico perfetto quanto per il grande cuore oltre al talento. Ma i tempi sono cambiati ed adesso il Campione Mondiale è Nick Aldis, un inglese dalla componente atletica davvero impressionante, che ha strappato la cintura a Tim Storm e l'ha difesa in tutto il mondo dall'assalto di atleti come Tommy Dreamer, Mr. Anderson, Crimson, Colt Cabana. Solo Cody Rhodes è riuscito a strappargleila, ma per pochi giorni. Dopo di che Aldis è tornato saldamente al vertice della NWA. 

 

Complice la pandemia, Aldis detiene quella cintura da più di mille giorni complessivi, il sesto campione più longevo di sempre, dietro a leggende come Lou Thesz, Dory Funk, Harley Race e Ric Flair

 

Sarà proprio il Nature Boy ad alzare al cielo il braccio di Murdoch al termine del suo incontro con Nick Aldis. Finalmente, dopo anni di duro lavoro, è arrivata per l'atleta di Fredericktown la consacrazione mondiale tanto agognata, a 41 anni. Perché in NWA c'è ancora posto, ma soprattutto tempo, per sognare. 

 

 


Fight Planet Italia

APPROFONDIMENTI Pubblicato in data 22/08/2021

Asuka e il momento della verità

Something That Shimmers #15

Benvenuti a questa nuova edizione di Something That Shimmers, la rubrica interamente dedicata al wrestling femminile in ambito major. In questo numero non si parlerà di Summerslam e di Takeover, che si svolgeranno proprio in questi giorni.

Partiamo dunque dalla AEW, che finalmente sta gestendo la sua campionessa in modo corretto. Britt Baker non ha solamente ottenuto più spazio televisivo rispetto alle altre detentrici del titolo, ma ha avuto l’onore di disputare il primo main event della storia di Rampage, sconfiggendo Red Velvet e rafforzando il suo status. Nonostante il tifo ricevuto a Pittsburgh, dove era l’idolo di casa, la DMD non ha tradito il suo allineamento da heel, e ha trovato una nuova alleata in Jamie Hayter, rientrata in AEW con un nuovo look e col desiderio di dimostrare finalmente il proprio valore. La prossima avversaria della Baker sembra essere Kriss Statlander, e dato che si tratta di una delle atlete di punta della compagnia, è lecito aspettarsi una faida di spessore, con due o tre match dal risultato incerto fino all’ultimo. Intanto, ora che ha due show televisivi a disposizione, la federazione di Tony Khan ha finalmente l’opportunità di fornire maggiore visibilità a quelle lottatrici che finora sono state relegate a Dark e a Dark Elevation: ne sono la prova il gran match tra Penelope Ford e Thunder Rosa che è andato in scena a Dynamite e lo squash che Jade Cargill ha rifilato a Kiera Hogan a Rampage.

A Impact Wrestling abbiamo assistito al ritorno di Madison Rayne, il cui intervento è stato decisivo per garantire a Tenille la vittoria su Taylor Wilde al termine di un match molto ben combattuto. La Killer Queen, che ha poi affrontato la Wilde in pay per view, va così a rinforzare un roster che ha appena subito l’abbandono di Kiera Hogan, il cui personaggio è stato “ucciso” sul ring da Su Yung e da Kimber Lee, che si sono definitivamente votate al male e sono pronte a terrorizzare l’intero roster. Una battaglia con Rosemary ed Havok, magari con qualche stipulazione bizzarra, rappresenta un’occasione veramente ghiotta per la federazione che ha lanciato i cinematic match.

 

NWA Empowerrr è alle porte, e l’elenco delle partecipanti viene costantemente aggiornato, con nomi di spicco come la già citata Kiera Hogan, Diamante, l’ex campionessa Alysin Kay, Marty Belle e diverse lottatrici delle indies. C’è ancora tempo per le sorprese, e l’hype cresce costantemente, mentre l’anello debole dello show è rappresentato dai due match titolati, il cui esito appare fin troppo scontato. Deonna Purrazzo è destinata ad aggiungere un’altra leggenda alla lista delle atlete che ha sconfitto, sia perché non avrebbe senso privarla della cintura, sia perché Melina sta faticando non poco sul ring, dove ha mostrato un po’ troppa “ruggine”. Per quanto riguarda il massimo alloro NWA, la AEW ha finito per proteggersi un po’ troppo, dando la shot a una eterna midcarder, e non ci sono dubbi sul fatto che Kamille, nettamente dominante sul piano fisico e superiore anche sul piano del carisma, manterrà la cintura. Un rematch con Serena Deeb o Thunder Rosa, o una sfida contro Tay Conti o Nyla Rose avrebbero rappresentato delle alternative assai più valide.

 

Focus on: Asuka

Il triple threat di Wrestlemania Backlash, vinto da Rhea Ripley, ha definitivamente spedito Asuka fuori dal giro titolato, che da quel momento si è defilata sempre di più, partecipando a qualche tag team match di poco conto e arrivando addirittura a non comparire per diverse puntate di Raw. La Empress Of Tomorrow si trova in uno dei momenti peggiori della sua carriera, a dispetto del lunghissimo regno titolato che l’avrebbe dovuta consacrare come l’erede di Becky Lynch, con tanto di passaggio di consegne avvenuto all’indomani di Money In The Bank. Invece, vuoi perché le faide non sono state all’altezza, vuoi perché gli unici match degni di nota sono stati quelli disputati con avversarie fenomenali come Rhea Ripley e Sasha Banks, ora Asuka sembra avere un disperato bisogno di un repackaging o di un cambio di brand, o forse addirittura di entrambi, per tirarsi su, e questo nonostante la WWE le abbia messo a disposizione tutte le risorse possibili, da una streak pazzesca a NXT ai tanti riconoscimenti (Royal Rumble, valigetta del MITB, battle royal di Wrestlemania e diverse vittorie titolate) ottenuti talvolta a discapito di atlete più talentuose. Questo periodo sarà decisivo per capire se Asuka è veramente al livello delle più grandi e se è in grado di evolversi, o se è destinata ad essere associata per sempre alla già citata streak.

 

In questi anni abbiamo visto diverse lottatrici stravolgere look, parlata e stile di lotta pur di rimanere nella cresta dell’onda, in alcuni casi in maniera lampante (Becky Lynch, Bayley, Alexa Bliss), in altri casi aggiungendo tanti piccoli cambiamenti alla volta: è il caso di Rhea Ripley, che aggiorna periodicamente il proprio aspetto e sembra sempre più matura ogni volta che parla al microfono. Proprio the Nightmare, inoltre, è il perfetto esempio di atleta capace di brillare anche quando è lontana dal giro titolato, come ha ampiamente dimostrato lo scorso anno a NXT, dove i suoi match contro Mercedes Martinez e Raquel Gonzalez hanno rubato la scena a quelli disputati dalla campionessa, e lo stesso ha fatto Bayley, sia quando era ancora face, sia quando si è impegnata a lanciare Bianca Belair ancora prima che quest’ultima vincesse Royal Rumble e main event di Wrestlemania. Non parliamo poi di chi, come Britt Baker, è partita dal fondo e si è costruita pian piano la sua credibilità, convincendo la critica a cambiare idea su di lei e guadagnandosi la fiducia della AEW, di cui attualmente è la portabandiera. Gli esempi da seguire sono tanti, e Asuka può attingere a piene mani dalle grandi wrestler del passato e del presente, magari migliorando anche le proprie mic skills, vera nota dolente del suo character, e portando un po’ più di varietà sul quadrato, superando i propri limiti e offrendoci, finalmente, quel match capolavoro che è lecito aspettarsi da una col suo blasone. Staremo a vedere se, col tempo, Asuka saprà colmare il gap che attualmente la separa da Charlotte e le altre, facendo passare questo come un periodo di transizione, o se verrà ricordata come una combattente non all’altezza del proprio palmares.

If you don’t know... Now you know!

 

Alessandro Bogazzi


Fight Planet Italia

APPROFONDIMENTI Pubblicato in data 21/08/2021

Godiamoci CM Punk

You love me, you hate me, you’ll never forget me: la catchphrase resa famosa da Diamond Dallas Page nel lontano 1999 ben si adatta alla situazione di CM Punk, protagonista del ritorno più importante degli ultimi vent’anni. La AEW ha messo a segno un colpo incredibile, e ha scelto la giusta location per presentare il suo grande acquisto: la città di Chicago ha reagito nella maniera più rumorosa possibile, ma sono sicuro che lo Straight Edge avrebbe ottenuto lo stesso riscontro ovunque. Ovviamente, non sono mancate le critiche e le accuse, proprio come negli ultimi sette anni, ma nessuno è riuscito a rimanere indifferente al suo ritorno, e ciò va solamente ad accrescere l’importanza di questo atleta, che è rimasto impresso nell’immaginario collettivo e ha portato la gente a parlare di lui anche quando era lontanissimo dal wrestling e si cimentava, fallendo miseramente, nelle MMA. I cori in suo favore sono diminuiti col tempo, ma non sono mai cessati del tutto, mentre ogni sua dichiarazione veniva analizzata nei minimi dettagli nella speranza di trovare un indizio del suo ritorno sul ring.

 

Eric Bischoff ha sempre detto “controversy creates cash”, ed è il caso di Punk, che sia durante il suo stint in WWE che in seguito al suo abbandono ha sempre alimentato il fuoco delle controversie. D’altronde, c’è un motivo se ancora oggi ci chiediamo se il famoso promo del 2011 fu veramente farina del suo sacco o se fu realizzato a tavolino dal team creativo della compagnia di Stamford, così come nei prossimi anni saranno in tanti a dubitare della sincerità delle parole che il Best In The World ha rivolto ai suoi fan nell’ultima puntata di Rampage. Una delle sue qualità, d’altronde, è proprio quella di favorire la sospensione dell’incredulità, tanto da non farci capire quando a parlare è Phil Brooks e quando invece è CM Punk a fornire la propria opinione: a tal proposito, vi invito a recuperare il quinto episodio del Titan Morgan Show, disponibile su Youtube, dove uno dei maggiori esperti di wrestling in Italia dice la sua in merito.

 

A volte, va detto, il wrestler di Chicago si è spinto troppo oltre, mancando di rispetto al wrestling nel periodo in cui stava preparando il suo disastroso debutto in UFC. Le sue dichiarazioni, diametralmente opposte rispetto a quelle di sua moglie AJ Lee, non sono andate giù a tante persone, che lo hanno giustamente accusato di aver sputato nel piatto da cui ha mangiato per anni, e ora saranno in tanti a ritenerlo un mercenario e un incoerente. Non sono qui per far cambiare idea a nessuno, anche perché concordo sul fatto che Punk abbia sbagliato al tempo e sia tornato sui suoi passi nel momento più giusto per lui a livello monetario e di prestigio, ma la domanda che vi pongo è questa: ci interessa davvero tutto ciò? Ci interessava a Wrestlemania VIII, quando Ultimate Warrior, conosciuto come uno dei più grandi “egomaniacs” della storia del wrestling, faceva il suo ritorno per salvare Hulk Hogan dalle grinfie di Sid Justice e Papa Shango? E se la mettiamo sul piano sportivo, quante volte abbiamo applaudito un calciatore che un tempo avevamo detestato solo perché se ne era andato nella squadra rivale e aveva gettato fango sul team che tifiamo, salvo poi tornare e giurare nuovamente amore eterno? Se Lukaku un domani tornasse all’Inter, sono più che sicuro che il 90% dei tifosi lo accoglierebbe a braccia aperte.

 

Vi invito, dunque, a lasciar perdere Phil Brooks e a godervi CM Punk, che è destinato a scrivere altre pagine importanti nella storia del nostro amato sport-entertainment. Stiamo parlando dell’unico in grado di spostare gli equilibri, portando la AEW a una crescita esponenziale e aprendo le porte ad altri possibili acquisti: non dimentichiamoci, infatti, che il cosiddetto “effetto Hogan” facilitò l’approdo di Macho Man, Big Boss Man, Earthquake e tanti altri in WCW, fino a creare, con l’arrivo di Scott Hall e Kevin Nash, i presupposti per l’nWo. Il ritorno di una competizione seria potrebbe, inoltre, stimolare la WWE a uscire dalla propria comfort zone e a osare un po’ di più, come accadde con la creazione dell’attitude. I cosiddetti “AEW originals”, infine, potranno solo beneficiare della presenza di Punk nel roster, in quanto godranno di maggiore visibilità e saranno sicuramente spinti a dare il massimo nella speranza di scavalcare l’atleta di Chicago nelle gerarchie interne della federazione. Insomma, lo adorate, tifatelo ; se lo odiate, fischiatelo ; ma guardate con attenzione ciò che farà, senza congetture che poco hanno a che fare col wrestling. Prometto che non ve ne pentirete.

 

If you don’t know… Now you know!

 

Alessandro Bogazzi