APPROFONDIMENTI

Taylor Wilde, un ritorno che funziona

Taylor Wilde, un ritorno che funziona

Something That Shimmers #7

APPROFONDIMENTI Pubblicato in data 01/05/2021 da Alessandro Bogazzi

Benvenuti a questa nuova edizione del Something That Shimmers, la rubrica interamente dedicata al wrestling femminile in ambito major.

 

La confusione regna sovrana a Raw, dove le carte in tavola sono state mescolate un po’ troppo nelle ultime settimane. All’indomani di Wrestlemania, i piani sembravano quelli di un triple threat tra Rhea Ripley, Asuka e Charlotte, ma quest’ultima è stata esclusa in maniera repentina e inserita in una storyline che la vede perdere spesso le staffe contro l’arbitro. La figlia del Nature Boy era stata addirittura sospesa per aver aggredito un ufficiale di gara, per poi essere reintegrata, senza però la possibilità di reinserirsi nella corsa titolato. Ci prepariamo, dunque, ad assistere al rematch tra Asuka e Rhea Ripley, con quest’ultima che alla conquista del titolo sembrava aver abbracciato il ruolo di face, viste anche le scaramucce con Charlotte, ma che invece nell’ultimo episodio di Raw ha vestito nuovamente i panni della cattiva, combattendo al fianco delle campionesse di coppia e accanendosi particolarmente su Lana. Questa rischia di essere un’arma a doppio taglio, perché se è vero che The Nightmare ha un personaggio molto vicino al tweener, il passaggio continuo da un estremo all’altro potrebbe renderla un po’ meno interessante ; è indubbio, infatti, che dopo aver definitivamente chiuso il capitolo Asuka, Rhea se la dovrà vedere con Charlotte, e lì sarà sicuramente schierata dalla parte dei buoni.

 

A Smackdown è iniziato il classico feud di transizione, che vede coinvolte Bianca Belair e Bayley. Quest’ultima si sta impegnando al massimo per rendere interessante la rivalità, pur sapendo di non avere alcuna chance di vittoria. Un cambio di roster sarebbe un vero toccasana per l’ex campionessa, che nello show blu ha già detto tutto durante il suo lungo e avvincente title reign. Intanto, Nia Jax e Shayna Baszler continuano a competere in entrambi i brand, difendendosi dagli attacchi di sfidanti sempre più agguerrite mentre cercano di risolvere anche i dissidi interni.

L’ex lottatrice MMA si è detta infatti stanca delle continue distrazioni della Jax, e quest’ultima ha reagito con una prova di forza a Raw, dove ha effettuato lo schienamento decisivo su Lana. A Smackdown, tuttavia, sono state Tamina e Natalya ad avere l’ultima risata, e sembra che saranno loro le prime a ottenere una title shot, scavalcando anche Dana Brooke e Mandy Rose, che nelle ultime settimane hanno cercato a più riprese di bullizzare Nia. Si tratta prevalentemente di lottatrici che, se non ci fosse la categoria di coppia, sarebbero ai margini della federazione, e questo la dice lunga sull’utilità di questi titoli, che in questi due anni sono diventati strettamente necessari.

 

A NXT abbiamo visto una Raquel Gonzalez particolarmente aggressiva nei confronti di Mercedes Martinez, e sembra che anche per lei valga il discorso fatto su Rhea Ripley: la campionessa si muove al confine tra i due schieramenti, sperando che la cosa non le si ritorca contro. Risulta assai più preoccupante la situazione di Toni Storm, incappata in una serie di sconfitte e apparentemente destinata a lanciare sia Zoey Stark che la debuttante Sarray. La vincitrice del primo Mae Young Classic meriterebbe ben altro trattamento, ma sembra che abbiano smesso di credere il lei sin dalla fine del suo regno a NXT UK. Magari un ingresso nella divisione tag potrebbe giovare al suo personaggio, visto che la categoria gode di ottima salute. Martedì prossimo ci aspetta uno street fight infuocato, dove Ember Moon e Shotzi difenderanno le cinture dall’assalto di Candice LaRae e di un’ arrabbiatissima Indy Hartwell, che è convinta che il suo amato Dexter Lumis abbia spedito dei fiori alle campionesse. E’ assai probabile, invece, che ci sia lo zampino della sua partner, ma va detto che questa love story molto particolare sta funzionando alla grande.

 

La AEW sta promuovendo l’imminente match titolato tra Hikaru Shida e Britt Baker, e stavolta è assai probabile che la cintura passi di mano. La D.M.D. andrebbe infatti premiata per l’eccellente lavoro svolto nell’ultimo anno, dove a furia di grandi promo e di match sorprendenti ha scalato le gerarchie e si è affermata come top heel della federazione. Tay Conti ha offerto una buona prestazione nel match che l’ha vista soccombere con onore contro Shida, e avrà sicuramente altre occasioni, mentre la rientrante Kris Statlander e la fin troppo sottovalutata Penelope Ford hanno dato spettacolo questa settimana, sfruttando la loro alchimia per dare vita a un ottimo incontro. La categoria era allo sbando all’inizio dell’anno, ma con un po’ di accorgimenti e un maggiore spazio negli show televisivi sta diventando una realtà sempre più solida.

 

In attesa del ritorno della campionessa Serena Deeb, attualmente ferma per un infortunio al ginocchio, ci pensano Thunder Rosa e Kamille a portare sulle spalle l’intera divisione, con l’aiuto di due veterane. La Mera Mera alla fine ha accettato le scuse di Melina e ha deciso di tenerla al proprio fianco, mentre Kamille, reduce dall’ennesima vittoria convincente ai danni di Jennacide, può avvalersi dell’aiuto di Taryn Terrell, che è apparsa in splendida forma nonostante gli anni passati lontano dal ring. Grazie al coinvolgimento delle due ex campionesse, la faida tra le due giovani atlete può rinnovarsi senza risultare noiosa, e c’è la possibilità di un tag team match dal grande potenziale.

 

Focus on: Taylor Wilde

Tra i tanti elementi positivi di Impact Wrestling, che sta vivendo un gran bel periodo dal punto di vista creativo, c’è sicuramente il ritorno di Taylor Wilde, avvenuto a Rebellion. La prima double crown winner della storia della federazione si era ritirata nel lontano 2011, dopo soli tre anni al top, ma già lo scorso anno ha avuto un ritorno di fiamma, quando ha creato un podcast in cui ha ospitato diverse personalità del mondo del wrestling. A quel punto, si sono susseguiti diversi rumor sul suo rientro, fino all’annuncio ufficiale della federazione, che fortunatamente le ha fornito una theme song un po’ più intrigante rispetto a quella del primo stint. Taylor è passata subito dalla porta principale, attaccando Deonna Purrazzo e proponendosi, di fatto, come prima sfidante per il titolo femminile. Come se non bastasse, nell’ultimo episodio di Impact Wrestling l’abbiamo vista affrontare Kimber Lee, con cui ha trovato subito un’ottima alchimia e ha dimostrato di non aver perso lo smalto dei vecchi tempi.

 

Negli ultimi numeri di questa rubrica ho posto spesso l’accento sulle nuove leve che si sono prese la meritata ribalta negli ultimi anni, ma al fine di avere un maggiore equilibrio e di favorire ulteriormente la crescita degli astri nascenti, è assolutamente necessario l’apporto delle lottatrici che hanno scritto pagine importanti della storia di questa disciplina. E’ vero che gli anni delle Divas hanno creato un “buco” di qualche anno, ma la Knockout Division ha avuto una continuità tale da creare leggende che possono tornare ovunque e impreziosire la categoria femminile. Emblematico è il caso di Taryn Terrell, che lasciò la WWE da valletta per poi diventare una lottatrice eccellente in TNA. Taylor Wilde, non dimentichiamolo, è quella delle imprese contro Awesome Kong, ed essendosi ritirata giovane ha solamente 36 anni: se deciderà di rimanere in pianta stabile, non svolgerà solamente un ruolo di supporto, ma potrà togliersi anche qualche sfizio e magari conquistare quel titolo che manca dalla sua bacheca da quasi 13 anni. Se aggiungiamo il fatto che, stando alle immagini mostrate di recente, tra qualche mese avremo un’altra veterana come Mickie James all’interno del roster, possiamo dire che la Knockout Division è in una botte di ferro.

 

If you don’t know… Now you know!

 

Alessandro Bogazzi



Fight Planet Italia

APPROFONDIMENTI Pubblicato in data 10/06/2021

RAW ha bisogno della Bestia

RAW cerca un leader, e la Bestia è molto di più.

Una volta a essere divorati dalla Bestia erano in tanti. E in tanti bramavano perché la Bestia si facesse da parte e lasciasse ad altri il compito di essere il traino e la bandiera di RAW. Certo, una figura come quella della Bestia aveva il suo perché, innanzitutto vendeva e tanto. Poi, cosa non da meno, il pubblico dava le sue reazioni, positive o negative che fossero. La Bestia riusciva a catturare sempre l’attenzione. Però per molti la Bestia era un limite, un limite che bloccava lo sviluppo delle storie, l’ascesa allo starpower di nuove Superstar. E sì, questa considerazione non è del tutto fuori dalla realtà.

 

Poi è arrivata la pandemia, il pubblico che non può presenziare agli show sul posto. E la Bestia a quel punto è diventata una figura superflua, senza gente a guardarla, non aveva senso farla esibire. Dunque ha fatto spazio ad altri. “Sì!” hanno gridato in molti, “Era ora!” dicevano in tanti. Ma senza la Bestia, lo show rosso è come se avesse perso il cardine della sua programmazione. Il che è paradossale se pensiamo che la presenza settimanale della Bestia è sempre stata frivola da quando è tornata a cacciare nel suo vecchio territorio nel 2012. Eppure in questo momento la sua assenza denota più che mai tutta la mancanza di idee creative in seno a chi scrive e dirige le storie dello show del lunedì sera.

 

Sono state fatte poche cose bene, il resto è tutta un’accozzaglia di confusione e cose strane proposte e/o riproposte in altra veste, tipo di recente Alexa Fiend e Shayna Orton, tanto per citare un esempio. Ma siamo chiari da subito, non sono le varie Superstar impegnate il problema.

 

La Bestia è stata molto utile solo per arrivare alla definitiva consacrazione del Guerriero Scozzese, che è riuscito a elevarsi a paladino del popolo, togliendo la carne più pregiata dalle fauci della Bestia, per lavorarla e cucirsela addosso in maniera del tutto credibile, salendo di livello come mai fatto prima nella sua esperienza a Stamford. RAW viene però, di settimana in settimana, surclassato dalla qualità dei suoi parenti SmackDown e NXT, che gli sono ancora due spanne superiori. Il Guerriero Scozzese e i suoi rivali fanno il possibile, danno il massimo, ma nonostante il passare dei mesi, la situazione non cambia e anzi va peggiorando. E parliamo di chi si batte per la gloria dell’alloro più ambito, il resto è quasi incommentabile.

 

E quindi si arriva a questa considerazione, abbiamo bisogno della Bestia. La Bestia che a moliti non piace, la Bestia indomabile che snobba l’Universo in cui gravita e che la fa ricca, la Bestia che spesso pare svogliata e sembra quasi preferire il letargo alla ferocia della battaglia. Già, quella Bestia che spesso avremmo voluto vedere moribonda, che nella sua ultima battaglia ci ha fatto tanto esultare nel vederla annientata in pochi minuti. Quella Bestia è forse la soluzione più rapida per ridare a RAW qualcosa che possa renderlo interessante.

 

La Bestia rimane un’attrazione unica.

 

Non è certo la soluzione a tutti i problemi dello show, ma sicuramente nell’immediato ne renderebbe più interessante gli sviluppi. Perché la Bestia puoi metterla in ogni contesto, la Bestia è in grado di reggere il confronto con chiunque, la Bestia può essere oggetto delle attenzioni di tutti. In un programma che non offre scossoni forti e pare essere stantio e fermo ogni settimana che lo si guarda, la Bestia sarebbe forse il giusto modo per ripartire alla grande. Certo, poi l’errore deve essere quello di non fare della Bestia LA SOLA cosa interessante di tutto il brand RAW, e magari costruirgli attorno (quello che non è mai stato fatto dal ritorno) rivalità e avversari che possono trarre beneficio da tutto ciò.

 


Fight Planet Italia

APPROFONDIMENTI Pubblicato in data 09/06/2021

La AEW è finalmente sulla strada giusta?

La AEW ha mostrato ottimi progressi. Quale futuro?

'Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai idea', affermava James Russell Lowell, in una frase ormai divenuta materiale da Baci Perugina e post di Facebook con gattini e buongiornissimi; aforisma che tuttavia rappresenta il pensiero di molti riguardante l'AEW. Noi per primi avevamo criticato spessissimo in queste pagine la compagnia di Tony Khan, contestandone in molti nostri articoli, ma soprattutto nelle nostre chiacchierate serali su Twitch, la schizofrenia di alcuni show, la direzione creativa spesso confusionaria, la poca chiarezza dei ruoli e degli allineamenti all'interno delle dinamiche interne agli spettacoli. Esiste però l'onestà intellettuale, nonché la capacità critica di comprendere un evidente miglioramento degli show della All Elite negli ultimissimi mesi, sotto molteplici aspetti, aspetti che meritano un'analisi specifica.

 

Aspetto principale è sicuramente dato dalle storyline a lungo termine, sebbene in questo caso sia bene dire che ad oggi stanno maturando i frutti di una serie di trame tessute con pazienza. Quella con cui si è svolto il miglior lavoro è senza dubbio quella riguardante l'Inner Circle e il Pinnacle: il Blood & Guts match è stato aspramente dibattuto per alcune sue peculiarità ma ha regalato un'immagine iconica di MJF probabilmente ricordata negli anni avvenire, così come lo Stadium Stampede ha portato Sammy Guevara ad esserne eroe, così come definito dal suo leader Chris Jericho a Dynamite la scorsa settimana. Tutto ciò è avvenuto dopo oltre un anno di storyline fatta di crepe interne alla stable di Y2J, da cui emerge evidente visione nel lungo periodo, palese anche in altre circostanze.

 

Circostanze quali quelle che riguardano Kenny Omega, la cui lunga costruzione lo ha reso un campione indiscusso con uno status elevatissimo. Omega che ha anche limato una sua grossa falla, limitando il numero di voli all'interno di un singolo match, che cozzavano moltissimo col suo allineamento heel: di strada da fare ce n'è, e il campione AEW, AAA, Impact e TNA è ancora lungi dall'essere un heel davvero detestabile (è ancora palpabile in lui la tendenza a cercare consensi), ma un passo avanti è stato compiuto, da parte sua e di coloro che gli orbitano attorno. E' il caso degli Young Bucks, che sul ring paiono decisamente più a loro agio col ruolo da heel rispetto al passato, specie con la finisher da loro utilizzata nelle ultime settimane, rea di aver infortunato Jon Moxley (keyfabe, chiaramente) e che segna in loro un netto stacco col recente passato: manovra poco spettacolare, letale e utilizzata solo per 'finire' gli avversari. E' comunque giusto affermare che non è tutto oro ciò che luccica, e la situazione gli ha portati a turnare ormai un mese e mezzo fa è stata tutto fuorchè coerente, e che queste situazioni in Dynamite compaiono ancora massicce (Scorpio Sky che un giorno all'improvviso decide di turnare heel e di fare team con Ethan Page ne è un chiaro esempio).

 

Non sono solo creativi però i progressi sviluppati ultimamente dalla AEW, ma soprattutto televisivi e di contorno. A dei primi mesi colmi di errori di regia, audio pessimo, theme song dei wrestler che a malapena si sentivano e altre grossolane frittate, è susseguito un periodo persino peggiore, con, nel giro di poche settimane, il tremendo finale dell'Exploding Barbed Wire e la sciagurata inquadratura su Jericho immerso tra resti di tavoli rotti e cuscini ad attutirne la caduta. Al momento in cui si è toccato il fondo però per fortuna è succeduto un periodo favorevole che perdura anche ora, con ottima regia, poche sbavature e promo di backstage che paiono meno forzati. La vera chicca degli ultimi mesi di AEW è stata però la cura per le theme song: laddove la WWE ormai a delle canzoni vere e proprie preferisce dei temi che appena caratterizzano la loro Superstar, la AEW ha acquistato i diritti per alcune canzoni, permettendo quindi a Jungle Boy di poter sfoggiare 'Tarzan Boy' dei Baltimora all'ingresso e a Orange Cassidy di poter fare lo stesso con 'Where is my mind' dei Pixies, entrambe perfette per le gimmick dei due e decisamente più canticchiabili dal pubblico.

 

Chiaro, non parliamo della federazione perfetta: nessuna lo è; la WWE da mesi propone uno show davvero inguardabile con Raw sebbene stia facendo bene con SmackDown, mentre è comprensibile che un progetto a lungo termine come la AEW possa avere mesi di assestamento, concedendole degli errori. E' importante però che dagli errori si progredisca, ed è ciò che sembra che la compagnia sta facendo, specie da quando NXT ha cambiato giorno di messa in onda: che la 'guerra' portata avanti per oltre un anno fosse deleteria per entrambe le compagnie? Possibile, sicuramente il futuro per la AEW sarà luminoso, se la compagnia guarderà solo a se' stessa e lavorerà sui propri errori più che sulla concorrenza.


Fight Planet Italia

APPROFONDIMENTI Pubblicato in data 02/06/2021

La seconda ondata di licenziamenti

 

Se la prima ondata di licenziamenti da parte della WWE ci aveva lasciati con diversi interrogativi, la seconda rappresenta un vero shock, soprattutto per quanto riguarda la vittima più illustre di questa giornata. Diversi siti web avevano anticipato la possibilità di qualche rilascio in settimana, ma i nomi coinvolti sono decisamente inaspettati. Vi propongo, dunque, una breve analisi a caldo.

 

Brawn Strowman

 

Questo è di gran lunga il licenziamento più clamoroso e per molti versi ingiusto. Il Monster Among Men era uscito dalla scorsa edizione di Wrestlemania con lo Universal Title intorno alla vita, e meno di un venti giorni fa ha dato l’ultimo assalto al World Heavyweight Title in uno dei match di punta di Backlash. Nonostante un booking altalenante, Braun stava pian piano riuscendo a consolidarsi come main eventer, grazie agli enormi miglioramenti mostrati in questi anni sia sul quadrato, dove da tempo non è più il goffo big man della Wyatt Family, sia nell’extra ring, dove ha trovato un personaggio adatto a lui ed è cresciuto parecchio a livello di mic skills. Il suo title reign non è stato memorabile per via di fattori esterni: arrivato alla cintura senza una vera costruzione, ma come sostituto di Roman Reigns, Strowman si è ritrovato campione nel primo e confusionario periodo della pandemia, salvo poi essere accantonato in favore di The Fiend prima e di Roman Reigns poi. Se c’è un nome che la AEW deve assolutamente accaparrarsi, quello è il suo, e non solo per lo star power: stiamo parlando di un wrestler dalla versatilità straordinaria, che può far bene sia contro i lottatori di stazza normale, sia contro giganti come Lance Archer, Brian Cage, Luchasaurus. E chissà che Shaq non decida di tornare proprio per affrontarlo…

 

Aleister Black

 

Dieci giorni fa abbiamo visto un wrestler interferire nel main event di Smackdown, e oggi ce lo ritroviamo tra i licenziati: è la storia incredibile di Aleister Black, atleta sfortunato a NXT e incompreso nel main roster. Un infortunio aveva messo fine al suo regno nel brand giallo, dopo che aveva conquistato la cintura “a furor di popolo”, mentre nel main roster ha fatto più promo che match. Vittima di un rebranding continuo e insensato, Black sembrava in procinto di iniziare un feud con Big E, ma a quanto pare si è trattato semplicemente del canto del cigno. L’ex Tommy End è un atleta a tutto tondo, che ha la possibilità di far bene ovunque: AEW, Impact Wrestling ed NWA cercheranno sicuramente di accaparrarselo, ma non è da escludere uno stint in Giappone. L’ago della bilancia potrebbe essere sua moglie Zelina Vega, che ancora non ha scelto la propria destinazione, e sembrava addirittura in procinto di riaccasarsi a Stamford prima del rilascio del marito.

 

Ruby Riott

 

Sembra proprio che ogni anno la WWE decida di fare a meno di una componente della Riott Squad: l’anno scorso toccò a Sarah Logan, che in seguito decise di ritirarsi dal wrestling, mentre quest’anno è il turno di Ruby, lottatrice che non ha mai brillato particolarmente in singolo né a NXT, dove la si ricorda principalmente per il suo feud con Nikki Cross, né nel main roster. Tuttavia, la Squad avrebbe meritato di vincere i titoli tag almeno una volta, essendo un buon gruppo dotato di un’eccellente alchimia. Il suo licenziamento rischia di creare un grosso problema interno, poiché Liv Morgan, già vittima in passato di una gestione semplicemente vergognosa, potrebbe decidere in futuro di riunire la stable, lasciando così la WWE. Per quanto riguarda il futuro di Ruby, il ritorno in SHIMMER sembra scontato, ma non mi sorprenderei di vederla in NWA, che attualmente ha bisogno di ampliare il suo roster femminile.

 

Murphy

 

Quello di Murphy è l’unico licenziamento prevedibile di questa seconda ondata, visto il suo tremendo depush degli ultimi mesi. L’ex allievo di Seth Rollins sembrava destinato a grandi cose dopo la storyline che lo aveva coinvolto con la famiglia Mysterio e che lo aveva visto passare tra i face dopo aver conquistato il cuore di Aliyah e la fiducia di Rey e Dominik. Invece lo abbiamo visto sparire nel nulla, salvo poi riappacificarsi con Rollins e comparire in match e segmenti di basso profilo. Non è la prima volta che la WWE smette improvvisamente di credere in un atleta, e Otis, che ha seguito un percorso molto simile, può essere contento di fare ancora parte della compagnia. Personalmente, penso che Murphy si adatti più a Impact Wrestling che alla AEW, in quanto lo vedo più simile ai vari Cardona, Myers e Slater.

 

Lana

 

Il rilascio di Lana è una delle prove cruciali del fatto che la WWE non teme la concorrenza della AEW, visto che fornisce un assist clamoroso a uno dei suoi personaggi di punta. Miro ha da poco vinto il titolo TNT, interpreta finalmente un personaggio serio e sta inanellando una serie di vittorie importanti. Gli manca solo la manager che lo ha reso famoso, ed ecco che tra 90 giorni potrebbe arrivare Lana a dargli man forte e a “completare” la sua rinascita. Per la compagnia di Stamford, invece, non si tratta di una gran perdita: l’ex Ravishing Russian ci ha provato con tutte le sue forze, impegnandosi tantissimo per migliorare, ma non è mai diventata una lottatrice di punta in quanto il suo livello non è minimamente paragonabile a quello delle colleghe più portate. Inoltre, come Miro risulta “incompleto” senza sua moglie, lo stesso si può dire di lei: i due danno il massimo quando formano la classica “power couple” che si rafforza a vicenda. Sembra scontato, dunque, un suo approdo alla corte di Tony Khan.

 

Santana Garrett

 

C’è poco da dire su Santana Garrett, che è stata utilizzata pochissimo, e la sua funzione è sempre stata quella di mandare over le sue avversarie. Un ritorno a Impact Wrestling, dove ebbe un po’ di spazio anni fa, potrebbe farle bene, ma la scelta migliore, come per Ruby Riott, sarebbe la NWA, dove avrebbe la possibilità di ridare lustro a un roster femminile che non si può reggere esclusivamente sulle spalle di Thunder Rosa e Kamille.

 

Per stasera è tutto, nella speranza che non si verifichi una terza ondata di rilasci.

 

If you don’t know… Now you know!