IMPACT

IMPACT: X-Division, crossover e poco altro

IMPACT: X-Division, crossover e poco altro

Analisi IMPACT Wrestling.

IMPACT Pubblicato in data 18/02/2021 da Roberto Rotonda

Ben ritrovati con IMPACT WRESTLING, andiamo a vedere cosa è successo questa settimana. Dove abbiamo avuto una puntata che più che altro ha seguito i fatti di No Surrender, senza alcun colpo di scena particolare.

 

Prima parte a tema X-Division. Con l’X-Division Championship Match tra TJP e Josh Alexander. Opener di pregevole fattura che mette un altro punto a favore dell’ex The North. Il quale dopo aver vinto il Triple Threat Revolver a No Surrender, ha mostrato nuovamente di essere uno su cui potersi affidare anche per la competizione singola. A vincere alla fine è TJP, che dunque si conferma campione. La promotion ha fatto una scelta ottima con Alexander, mettendolo subito in cima alla lista, l’augurio è che si continui a utilizzarlo con criterio.

 

E si rimane in tema X-Division con l’incontro a quatto tra Willie Mack vs Daivari vs Suicide vs Trey Miguel. Altro match piacevole, che però non ha granché da offrire al pathos. È Trey a vincere come troppo facile immaginare. Per continuare così la sua faida con Sami Callihan, il quale lo punzecchia ma Miguel si allontana senza cedere alle provocazioni. È palese che da quando è tornato, l’ex Rascalz sembra destinato a raggiungere i gradini alti della federazione.

 

A ciò ci aggiungiamo Ace Austin, che ancora deve sfruttare l’aver vinto la Super X Cup, è ovvio che la scena X-Division c’è, è in salute ed è pronta come sempre a offrire grande wrestling.

 

Matt Cardona ha sconfitto Hernandez nonostante le scorrettezze favorite anche grazie alle distrazioni di Brian Myers. Altro pestaggio post match, e altro intervento di Eddie Edwards. Feud che non mi dà alcun interesse, non mi prende proprio. Pare essere solo un riempitivo transitorio, dove non v’è alcun sbocco per situazioni future. Bah.

 

C’è lo sbocco invece per David Finlay & Juice Robinson. I FinJuice sono arrivati dalla New Japan Pro Wrestling per affrontare, con successo, i Reno Scum. E logicamente lo sbocco porta verso gli IMPACT World Tag Team Champions che a fine match arrivano per farsi beffa dei loro ex porta borse ai tempi nipponici. In un ipotetico, ma alquanto forse probabile crossover match tra federazioni, ce la vedo bene una sfida a tre tra Good Brothers, Private Party e FinJuice. Vediamo.

 

Scena femminile che vive un periodo piuttosto strano. Dove la categoria tag team non è stata puntellata con nuove figure, e la mossa fatta è stata quella di mettere Havok & Navaeh nella situazione di possibile split, facendo di Navaeh il punto debole della coppia. Cosa che porta Tenille Dashwood a volerla sostituire per far squadra con la ex Knockouts Champion. Navaeh vuole dimostrare di essere all’altezza della compagna di coppia e accetta la sfida, che però Dashwood vince senza neanche tanti sforzi. Non lo so, io lo trovo strano tutto ciò.

 

Poi Deonna Purrazzo è più d’un mese che non ha una sfidante seria con un bel feud, e questo fatto della cintura diventata una sorta di ammennicolo decorativo non mi piace per niente.

 

Il Main Event non è stato affatto male. La stipulazione Old School Rules ha aiutato nell’offrire un match solido. Tommy Dreamer a discapito dell’età è sempre una garanzia in questi match, Moose una garanzia in generale. Buono anche lo storytelling, che ha visto l’Innovator Of Violence autore anche di una spear che ha schiantato il rivale attraverso un tavolo. Rivale che però, giustamente e logicamente, alla fine trionfa e si lancia sempre di più verso una collisione titolata contro Rich Swann. Che oramai su queste pagine annunciamo da settimane.

 

Puntata che ha seguito abbastanza linearmente i fatti di No Surrender, senza alcun acuto degno di nota. Rebellion è ancora lontano, quindi il tempo per costruire c’è. Pazientiamo.

 

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.

 

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IMPACT Pubblicato in data 01/04/2021

IMPACT: La millesima volta del Cowboy

Analisi IMPACT Wrestling.

Ben ritrovati con IMPACT WRESTLING, andiamo a vedere cosa è successo questa settimana. Che concretamente comincia a dare forma a Hardcore Justice. Tappa utile per proseguire poi il tutto sulla strada che porta alle sfide che ci saranno per il ppv Rebellion. Evento su cui la federazione punta tantissimo.

 

Episodio che ci offre qualche particolare volto a smuovere le acque. Soprattutto per la divisione femminile.

 

Che ci dà, a seguito dell’ennesima sconfitta della coppia Havok/Nevaeh contro Kiera Hogan & Tasha Steelz, lo split delle prime. Con Nevaeh che a fine incontro turna sulla compagna attaccandola e incolpandola del loro periodo nefasto. Vista la gestione nella faida titolata, non v’era mossa più ovvia, ed è un bene perché queste cose se si allunga troppo il brodo, poi risultano noiose. Ci voleva, cambiare sfidanti alle Campionesse, l’augurio è di trovare una rivalità solida.

 

In linea col suo essere l’Innovator Of Violence, Tommy Dreamer (che sostituisce per questa settimana Scott D’Amore) sancisce lo Scramble Match (con armi legali) femminile che a Hardcore Justice andrà a decretare la sfidante al Knockouts Championship per Rebellion.

 

Smuove le acque a proposito, e non poco, la richiesta d Jazz allo stesso Dreamer. La ex WWE Women’s Champion vuole sfidare Deonna Purrazzo a ogni costo e mette sul piatto addirittura la carriera. A Rebellion sarà Career vs. Title. Se da un lato può affascinare che una leggenda del wrestling femminile come Jazz possa pregiarsi dell’entrare nella gloriosa lista di TNA/IMPACT Knockouts Champions, dall’altra togliere il titolo alla Virtuosa ora come ora non la troverei una scelta giusta. Sarebbe preferibile a mio avviso, concedergli un’altra vittoria importante e dare a una delle più giovani ragazze sotto contratto (Tenille!?) le luci della ribalta mettendo fine al regno dell’attuale campionessa.

 

Per gli uomini davvero poco da segnalare. Sami Callihan sconfigge Larry D per poi venire pestato da D e Romero. The DRAW cerca nel backstage di portare Trey Miguel dalla sua parte chiedendogli di unirsi in tag team con lui. Trey non è convinto e nel prossimo episodio dovrà accettare o meno la proposta di affrontare gli XXXL.
Brian Myers ha la meglio di Suicide. E poi attacca a parole Cardona. Riempitivo che riempie.

 

Più interessante il tag team match tra Ace Austin & Madman Fulton contro TJP e Josh Alexander. La sconfitta di questi ultimi nasce da un’incomprensione che favorisce l’X-Division Champion e il suo partner, e proprio verso il di cui sopra titolo sembra impostata questa situazione, che sicuramente è volta per trovare lo sfidante di Austin.

 

Don Callis, Good Brothers e Kenny Omega sono una presenza costante anche questa settimana. Alla fine dopo vari confronti negli spogliatoi di IMPACT finiscono con l’assaltare Rich Swann, che viene aiutato da Willie Mack e Eddie Edwards. Ne nasce l’annuncio di un 3 vs. 3 per il prossimo episodio.

 

A chiudere la serata è il match celebrativo di James Storm, primo wrestler nella storia a essere arrivato all’incontro #1000 in TNA/IMPACT. La sfida con Eric Young è affascinante dal punto di vista sicuramente delle emozioni. Parliamo di due Originals della promotion. E ciò viene risaltato dalla decisiva intromissione di Chris Harris (presente per festeggiare l’amico), che toglie la maschera dalle mani del World Class Maniac (impedendogli così di colpire Storm) per permettere all’ex compagno negli America’s Most Wanted la decisiva Last Call che gli concede la giusta per l’occasione vittoria. Il tutto nel ricordo del compianto Bob Ryder. Una chiusura che ci restituisce un bel momento, da consegnare sicuramente agli archivi storici della compagnia, un bel tributo a tutto quello che il Cowboy ha fatto negli anni per la federazione, e non solo per il millesimo incontro in sé.

 

Sorry About Your Damn Luck!

 

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.

 

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IMPACT Pubblicato in data 25/03/2021

IMPACT WRESTLING: Notte pallida

Analisi IMPACT.

Ben ritrovati con IMPACT WRESTLING, andiamo a vedere cosa è successo questa settimana. Episodio piuttosto “normale” che non vede alcuno stravolgimento, restituendo allo spettatore però qualche piccola certezza.

 

Lo si vede in primis dall’opener tra la Knockouts Champion Deonna Purrazzo e Jazz. La Virtuosa porta a casa la vittoria dopo l’interferenza decisiva di Susan che colpisce Jazz con una scarpa in testa. Dando forza all’ipotesi fatta sette giorni fa, a Hardcore Justice sarà questa la sfida con il titolo in palio. Forse addirittura anche a Rebellion. Jazz è solo un nome top per elevare il prestigio del regno di Purrazzo? Con ODB ci avevo preso, vediamo.

 

Riempitiva se non addirittura trascurabile la vittoria di Rohit Raju su Fallah Bahh, con l’indiano che per questa settimana mette in pausa i suoi affari con Shera.

 

Un po’ interdetto mi ha lasciato il post match dove, dopo la vittoria di Trey Miguel su Acey Romero e il conseguente pestaggio dei XXXL sull’ex Rascalz, Sami Callihan è arrivato a salvare Trey per poi sparire in stile hacker come consuetudine. Cosa che gli avevamo già visto fare con Ken Shamrock. Se quella è la strada che si vuole prendere con Miguel, cioè fargli perdere la testa per farlo diventare una specie di squilibrato, boh, ho i miei dubbi. Ma aspettiamo prima di dare un giudizio globale.

 

Soporiferi i segmenti che hanno visto protagonisti Kenny Omega prima e Rich Swann poi. Minuti rubati ad altro che inoltre non mettono né hype, né servono a rendere più interessante il feud. Posso dire che entrambi appaiono fuori contesto? Omega mi sembra un nome troppo grande per impensierire Swann e quest’ultimo un nome con troppo poco starpower, considerando l’esposizione di IMPACT (federazione che adoro sia chiarissimo) se paragonato a The Cleaner che obiettivamente gode di popolarità maggiore da anni. Dico ciò considerando che paventare una vittoria di Swann a Rebellion al momento mi sembra una grossa eresia. E ci aggiungo che Tony Khan continua a insultare IMPACT ogni settimana, va beh che è in gimmick, però comincia a stufare questa cosa. Siamo IMPACT Wrestling o una succursale della AEW? Inizio a chiedermelo.

 

Meno spettacolare del solito l’X-Division Championship Match tra Ace Austin e TJP. Non che sia stato brutto, ma molto più legnoso di quanto visto in genere di recente dalla divisione, che forse ci ha abituati troppo bene. Comunque storia destinata a proseguire dopo che Perkins ha vinto il match solo per squalifica visto l’attacco di Madman Fulton che è intervenuto per evitare all’ex Manik di rifare sua la cintura.

 

Abbiamo capito una cosa, a IMPACT a nessuno piacciono i Good Brothers. E Eddie Edwards si immola a simbolo di ciò sfidando Karl Anderson nel Main Event. Copione classico, quando l’ex IMPACT World Champion sta lì lì per vincere, Gallows si intromette colpendolo con una steel chair (al solito l’arbitro non vede nulla) e il Machine Gun porta a casa il match. Arriva alla fine anche il contributo video dei FinJuice che si fanno gioco degli ex Campioni di Coppia e l’episodio si chiude così. Magari se a chiudere la puntata fosse stata un’altra cosa, a mio avviso era meglio, così mi è parsa una chiusura che definirei pallida.

 

Che poi è il termine giusto per descrivere, secondo me, questa settimana non proprio esaltante.

 

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.

 

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IMPACT Pubblicato in data 18/03/2021

IMPACT: Rich Swann, un regno agli sgoccioli

Analisi IMPACT Wrestling.

Ben ritrovati con IMPACT WRESTLING, andiamo a vedere cosa è successo questa settimana. Dopo un Sacrifice che non ha cambiato molto, continua il percorso che porta a Rebellion.

 

Sacrifice non ci ha lasciato particolarmente scossi dal punto di vista del cambiamento, con i soli due passaggi di consegna titolati (di Moose ne parliamo più avanti) riguardanti l’X-Division Championship e i Tag Team Championships, passati rispettivamente da TJP a Ace Austin e da Good Brothers a FinJuice.

 

Proprio i neo campioni di coppia aprono questo episodio con una solida vittoria contro i XXXL. E a fine match abbiamo anche lo scontro fisico con Gallows & Anderson. Il tutto verrà messo in pausa per il momento, con i FinJuice impegnati in NJPW, che faranno ritorno a Rebellion per difendere i titoli contro gli ex campioni. Rematch classico, ma per un evento pay-per-view avrei preferito che il tutto girasse attorno a coppie più meritevoli dei FinJuice, bravi sì, ma senza quel tocco caratteristico alla IMPACT Wrestling Way, coppia inoltre a mio parere abbastanza anonima e senza particolari tratti interessanti. De gustibus non est disputandum.

 

La Violent By Design continua la sua crescita, e dopo aver assoldato Rhino, si prepara a un ruolo sempre più interessante ai fini dello show. Niente di nuovo o sconcertante ovviamente, ma una buona narrativa che fa rimanere il gruppo tra le cose più positive della compagnia. Gruppo che ben si muove in armonia per permettere alla Gore Machine di vincere abbastanza facilmente contro Jake Something.

 

Non è stata una passeggiata la vittoria di Rohit Raju su Shera, arrivata grazie a un pin scorretto. Insomma, lo spit lo avevamo annunciato, e abbiamo avuto solo un primo saggio di un feud che sembra essere più costruito per dare uno slancio a Shera che per altro. Le piccole cose riempitive fatte bene.

 

E a proposito di cose fatte bene, la divisione Knockouts da quando esiste è sempre stata uno dei punti di forza principali della federazione. In questo episodio il management ne ha esaltato il valore in pieno con un piacevolissimo 6 on 6 Knockouts Match. A sfidarsi abbiamo avuto da un lato le face con il team composto da Jordynne Grace, Jazz, ODB, Havok, Nevaeh & Alisha e dall’altro le heel con la squadra formata da Deonna Purrazzo (Knockouts Champion), Fire ‘N Flava (Kiera Hogan & Tasha Steelz - Knockouts Tag Team Champions), Kimber Lee, Susan & Tenille Dashwood. Incontro che vede i soliti multipli intrecci delle diverse storie riguardanti le varie protagoniste che così danno quella logica che subito risalta all’occhio di chi guarda. E chi guarda non può non restare colpito da questo incontro che si conclude, dopo anche una serie di spot ben riusciti, con Jazz che fa cedere Kimber Lee. Cosa che può far pensare a lei e Grace come nuovamente avversarie delle campionesse di coppia, anche se in vista di Rebellion, comincio a pensare che forse proprio Jazz può essere la sfidante al titolo di Purrazzo, che potrebbe così rimpolpare il suo regno con l’ennesima “vittima” di alto profilo da aggiungere al suo palmares.

 

Cosa che Rich Swann ha fatto a Sacrifice, aggiungendo il TNA World Heavyweight Championship al già suo IMPACT World Championship quando ha sconfitto il sacrificato Moose laureandosi campione indiscusso. Il che, seppur con un suo senso narrativo se vogliamo anche lineare e giustificato dagli eventi, per me resta una cosa quantomeno discutibile. Fai una storyline che dura mesi, costruisci Moose che praticamente sconfigge chiunque, si proclama TNA World Champion, è il tuo heel di punta a un certo momento e tutto muore per colpa della AEW e di Kenny Omega!? Male, male, male! È comprensibile la scelta, d’altronde Omega aveva schienato Swann a Hard To Kill quindi il tutto lo ripeto ha la sua logica. Però perché intaccare l’ottimo lavoro fatto con Moose, privandolo proprio ora di quel titolo che lo ha reso un character unico nel suo genere all’interno dello scacchiere di IMPACT Wrestling? Non v’era altro modo, viste le tante settimane a disposizione dopo Hard To Kill, per costruire il Main Event di Rebellion? Continuo a chiedermelo, ma magari Moose sarà ancora funzionale e centrale in questa storia. Che viene portata avanti dal segmento in cui praticamente Don Callis fa il finto buono e finisce con l’umiliare Swann che resta attonito e scosso a centro ring.

 

E l’episodio si chiude con l’atteso match tra Sami Callihan e Trey Miguel. Che non si discosta molto da quanto i due hanno detto e si erano promessi a parole. Trey al solito resiste, risponde colpo su colpo e regala spettacolo col suo stile, The DRAW replica con i soliti colpi duri e l’attitudine del rissaiolo disposto a tutto che infatti grazie al coinvolgimento dell’arbitro e un finto malessere, porta a casa la vittoria. Resto della mia opinione, cioè che alla fine sarà Trey Miguel ad aggiudicarsi la rivalità e, in futuro, prendere il posto di Swann come top babyface della compagnia, anche perché il contrario sarebbe inutile sinceramente.

 

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.

 

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